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comunicato stampa

Crimini internazionali, a Pescara il convegno di Amnesty

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“CRIMINI INTERNAZIONALI E LOTTA ALL’IMPUNITA’”, è il titolo del convegno che si è tenuto presso il Tribunale di Pescara, organizzato da Amnesty International Sezione Abruzzo-Molise nel giorno, 28 maggio, in cui ricorre il sessantatreesimo dalla nascita di Amnesty International, per ispirazione ed iniziativa dell’avvocato inglese Peter Benenson.

Sono intervenuti Antonio Marchesi, Docente di Diritto Internazionale, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Teramo, già presidente per due mandati di Amnesty Italia, Riccardo Noury attuale portavoce di Amnesty Italia e Parisa Nazari, attivista iraniana e mediatrice culturale. I più recenti accadimenti internazionali, soprattutto per quanto attiene all’attività della Corte Penale Internazionale, hanno reso il tema del convegno di particolare attualità.

Antonio Marchesi ha fornito uno spaccato sul cammino della giustizia, nell’ultimo quarto di secolo, relativamente all’operato dei tribunali ed al principio della giurisdizione internazionale, con un focus sull’attività e prerogative dei primi Tribunali Speciali (Norimberga e Tokyo) e della Corte Penale Internazionale. L’obiettivo, dice Marchesi, è stato ed è attualmente quello di perseguire i crimini internazionali come per esempio oggi in Palestina e, in un recente passato, in Libia, Georgia, ex-Jugoslavia e Ruanda. L’Italia, dove nel 1996 è stato firmato il trattato istitutivo della Corte Penale Internazionale, ha ratificato, nel tempo, il trattato stesso ma, solo nel 2012, ha reso effettiva la giurisdizione internazionale, senza tuttavia aver ancora legiferato su fattispecie di reati “tipicamente a vocazione internazionale” come, per esempio, i crimini contro l’umanità non ancora previsti dal nostro codice che, invece, contempla il reato di genocidio.

Riccardo Noury ha acceso un riflettore sul contenuto del Rapporto Amnesty 2023/2024, presentato di recente alla comunità internazionale, in tema di diritti umani negati. Oggi, si assiste al collasso del sistema di protezione dei diritti umanitari, nato dopo la seconda guerra mondiale, dice Noury e aggiunge che abbiamo notizia ogni giorno di azioni spietate che non considerano alcun diritto delle persone, come per le stragi perpetrate in Etiopia, Sudan e Myanmar.

Il corso della storia sarebbe stato diverso, sottolinea ancora Noury, se alcune nazioni, ora ingiustamente invase, relativamente ai reati che si sono perpetrati sui rispettivi territori, avessero accettato la competenza della Corte. Specifica Noury che “i mandati di cattura emessi dalla Corte guardano ai reati e non a chi li ha commessi”. Le strategie di guerra più diffuse purtroppo sono l’affamamento ed i trasferimenti forzati della popolazione verso cosiddette zone sicure ma che sicure non sono. Afferma Noury “C’è chi dice che i mandati di cattura possano essere di ostacolo ai negoziati di pace, giungendo a conclusioni aberranti ovvero che c’è pace senza giustizia”

Di particolare enfasi emotiva l’intervento di Parisa Nazari, attivista iraniana e mediatrice culturale “è estremamente importante la presenza ed il lavoro di Amnesty per i paesi in cui i diritti vengono sistematicamente negati” dice Nazari che ha reso testimonianza delle numerose attività dei tribunali iraniani, finalizzate al mantenimento del potere teocratico. Il processo è iniquo per gli oppositori politici, con falsi interrogatori e condanne a morte immediatamente eseguite.

Per i saluti istituzionali, la voce della Responsabile di Amnesty International Abruzzo-Molise Alessandra Desiderio e del Presidente del Tribunale di Pescara Angelo M. Bozza. Il Procuratore della Repubblica di Pescara Giovanni Bellelli ha evidenziato come l’aumento delle disuguaglianze cresca al crescere delle violazioni dei diritti umani, il Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Pescara Federico Squartecchia ha ricordato l’importante ruolo degli avvocati nella difesa di chi si è visto negare i propri diritti ma anche dei diritti degli “avvocati in pericolo”, minacciati durante l’esercizio della difesa dei diritti altrui.

La Vicepresidente della Fondazione Forum Aterni Monica Galasso ha sottolineato l’alto valore della formazione degli avvocati, in particolare in tema di violazione dei diritti ed il Presidente della Camera Penale Massimo Galasso ha sottolineato, tra l’altro, come nel nostro paese esista una “flagranza di reato” per la violazione dei diritti umani, con esplicito riferimento alla precaria situazione carceraria italiana.

Ha moderato Marco Savini, avvocato del foro di Pescara e, per l’importante valore formativo del convegno, sono stati riconosciuti riconosciuti crediti formativi in materia di diritto internazionale in favore degli avvocati presenti.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-05-2024 alle 18:14 sul giornale del 30 maggio 2024 - 20 letture






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