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comunicato stampa

Giornata "Safer Internet Day" contro il cyberbullismo all'alberghiero De Cecco

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“Secondo gli ultimi monitoraggi dell’Ufficio Scolastico regionale, il fenomeno del bullismo nelle scuole è tornato a salire dopo il calo registrato nel periodo del Covid: crescono gli episodi, scende la sensibilità, passata dall’83 per cento all’81 per cento".

"Ma soprattutto è diversa la percezione della problematica tra studenti e docenti, perché spesso tali episodi gravissimi si verificano fuori dal contesto scolastico, ma il mondo della scuola deve continuare a essere capace di intercettare ogni genere di segnale per intervenire in modo tempestivo, affinchè i nostri ragazzi non debbano sperimentare mai la sensazione dell’essere spettatore passivo né, peggio, vittima”.

Lo ha detto l’Ispettrice dell’Ufficio Scolastico regionale Gabriella Liberatore nel corso della seconda edizione della celebrazione della Giornata Nazionale di Contrasto al Bullismo e al Cyberbullismo promossa dal Club Service Kiwanis – Distretto Italia San Marino nell’Officina del Gusto dell’Istituto Alberghiero Ipssar ‘De Cecco’ di Pescara per il Safer Internet Day 2024 – Giornata Internazionale di sensibilizzazione sui rischi della rete, che ha visto la partecipazione di 42 Istituti Scolastici collegati on line, con 11mila studenti e 482 classi. Presenti all’evento, coordinato dalla dirigente dell’Istituto Alberghiero Ipssar ‘De Cecco’ Alessandra Di Pietro, e da Modesto Lanci, Chair della Giornata Kiwaniana, anche la Garante dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Maria Concetta Falivene; Gian Mauro Placido Direttore Area Tecnica per la Sicurezza cybernetica Abruzzo – Polizia Di Stato; la psicologa Raffaella Pia Papagno; Margherita Trua Dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo ‘Peano-Rosa’ di Nereto; Francesco Garaffa Governatore del Kiwanis.

Presenti tra gli ospiti in platea, con gli studenti delle classi prima sezione B e seconda sezione H, le quinte B di Sala e C indirizzo enogastronomia, l’Ufficio Scolastico Provinciale con Tiziana Venditti e Daniela Puglisi, Antonio Mariano di Anpe, Angela Catalano già Governatrice del Kiwanis Italia, il Presidente di Medea Francesco Longobardi, Simona Di Salvatore dirigente scolastica Istituto comprensivo 1 di Chieti, i rappresentanti del Consiglio d’Istituto Antonio Consalvi, l’avvocato Valeria Toppetti, il presidente del Tribunale Ecclesiastico Abruzzo e Molise Don Antonio De Grandis, Monia Scalera consigliere della Commissione Adozioni Internazionali, Teresa Ascione Garante dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Comune di Pescara e i rappresentanti dell’Associazione Kiwanis.

“Con i ragazzi è fondamentale parlare di bullismo e cyberbullismo – ha detto Lanci rivolgendosi ai giovani -: sapete cos’è, lo vedete nella vita quotidiana, ma ora è fondamentale capire le problematiche dietro, come uscirne e cosa non fare per favorire il fenomeno, ovvero cosa fare per non essere né bulli né spettatori, perché i bulli sono tali, ma tutti coloro che fanno finta di non vedere per paura, per accondiscendenza, perché non vogliono essere tirati dentro, sono dei corresponsabili, tutti dobbiamo conoscere il problema, capirlo e il bullismo lo riusciamo a sconfiggere nel tempo”. “Quella della Garante per i diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza è una presenza importante perché ha lavorato alla redazione di una legge regionale per il contrasto al bullismo che riafferma i punti fondamentali della legge nazionale – ha sottolineato la dirigente Di Pietro -. Quello odierno vuole essere un momento di dialogo, di riflessione e confronto, di formazione e autoformazione”.

“Posso affermare che finalmente noi adulti abbiamo compreso che il metodo adottato sino a oggi della paternale nei confronti dei giovani non ha portato alcun risultato – ha detto la Garante Falivene -, i veri protagonisti sono i ragazzi e il loro interagire nelle dinamiche di affermazione della personalità vissute anche da noi adulti, solo che poi abbiamo dimenticato tutto, e nel dimenticare abbiamo cominciato a porci al di sopra del pulpito. Tra i ragazzi avviene il bullismo, per noi adulti è mobbing, solo se ricominciamo a dare l’esempio ai giovani come riferimento con autorevolezza, potremo riacquisire il ruolo di guida e di luce. Il bullismo come il mobbing è una manifestazione di debolezza, il bullo nella classe lo identificate subito, è una persona fragile che per sentirsi importante deve rendere ridicole le azioni altrui, ma è un arrogante, e se lo trasponete da adulti, sono i camorristi, ovvero è un bullo che vuole imporre se stesso attraverso la violenza, la forza, che non porta da alcuna parte. Quello che vi distingue è la solidarietà, l’umanità”.

“Il compito della scuola – ha aggiunto la dirigente Di Pietro - è quello di creare relazioni positive, un clima emotivamente sano nella scuola, di creare belle relazioni tra studenti e tra studenti e docenti. Il compito scuola non piò essere solo di repressione, di dare solo sanzioni esemplari, ma dev’essere quello di prevenire ascoltando, comprendendo le dinamiche nella classe e nella comunità educante, deve educare al rispetto delle persone, di tutti, vivere in modo relazionale”. “Etimologicamente la scuola indicava l’ozio, il tempo libero dello stare insieme, la serenità – ha detto la Liberatore – ovvero il luogo delle attività intellettuali che potessero arricchire lo spirito, questo è la scuola. Nel tempo il salto semantico ha fatto perdere l’origine del senso primario della parola, ma la scuola resta il luogo dello spirito libero perché scatena la vita autentica priva di catene. Poi la parola bullismo: in tedesco, in olandese addirittura significa ‘amico intimo’, ‘fratello’, quindi il fenomeno è qualcosa che scatta tra persone intime, vicine, che arrivano a essere nemici. A oggi non esiste una definizione netta di bullismo, è ancora un fenomeno dai confini labili, esiste invece la definizione di cyberbullismo grazie alla legge 71.

Da tre anni va avanti un monitoraggio costante attraverso la somministrazione di un questionario agli studenti: il primo dato ci dice che a rispondere al questionario sono soprattutto gli studenti dei licei, tra gli Istituti tecnici la percentuale scende tra il 25-30 per cento, gli Istituti Professionali scendono in modo radicale; nell’ultimo triennio la percentuale dei ragazzi vittime di bullismo è salita dopo il calo registrato nel periodo Covid. Per quanto riguarda la percezione del fenomeno nel clima scolastico, è stato chiesto ai ragazzi quanto nella scuola gli studenti fossero sensibili al tema del bullismo, nel periodo 2020-2022 c’era una percezione di attenzione dell’85 per cento che scende all’81 per cento nel 2022-2023, quindi anche la scuola non è più percepita come il luogo sicuro. Poi la percezione dei docenti è diversa da quella degli studenti, perché spesso il fenomeno si consuma fuori dalla scuola, ma poi nella scuola deve trovare la sua comprensione. Gli episodi di prepotenza coinvolgono un numero considerevole di ragazzi, soprattutto nel faccia a faccia, il bullismo supera il cyberbullismo, la maggior parte degli episodi non arriva all’attenzione dei docenti, ed emerge la grande difficoltà nell’accettare le diversità e assumere una forma di rispetto nei confronti dei compagni”.

“Dal 2020 con la professoressa Rosa De Fabritiis abbiamo istituito nell’Istituto Alberghiero uno sportello di contrasto al bullismo e cyberbullismo – ha aggiunto la dirigente Di Pietro – ossia un importante punto di ascolto dei ragazzi e un momento importante per sostenere le vittime aiutandole a recuperare l’autostima, cercando però anche di recuperare socialmente il bullo”.

Da Gian Mauro Placido Direttore Area Tecnica per la Sicurezza cybernetica Abruzzo – Polizia Di Stato è poi arrivato il vademecum per l’uso consapevole dei social: “Internet è una rete pubblica alla quale tutti accedono, attiva 24 ore su ventiquattro, sette giorni su sette, che non è governata. Un video problematico non può essere rimosso da un provvedimento giudiziario, e la sua permanenza in rete può sempre determinare un effetto devastante. Ecco perché è importante capire che certi contenuti non vanno mai messi in rete. Il bullismo c’è sempre stato, è caratterizzato da forme di violenza ma ha uno spazio-tempo circoscritto: il cortile di scuola, il bagno di scuola, il tempo è l’ora di ricreazione. Il cyberbullo invece si connette a qualunque ora, quindi c’è la reiterazione della violenza anche da parte di chi non si rende conto di essere imputabile, dunque perseguibile per legge, già dai 14 anni in poi”.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-04-2024 alle 18:08 sul giornale del 13 aprile 2024 - 54 letture






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