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comunicato stampa

Porto, Petrelli fa il punto sui lavori

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“Partiranno a brevissima distanza di tempo l’uno dall’altro gli ultimi due lotti di completamento dei lavori di realizzazione del nuovo porto di Pescara: il terzo lotto, già appaltato, prenderà il via subito dopo la stagione balneare e prevede, tra l’altro, due imponenti dragaggi, il primo all’altezza del ponte del mare che dovremo mettere in sicurezza rispetto a un’eventuale piena del fiume".

"Il quarto lotto, ancora da appaltare, che prevede la realizzazione del nuovo molo sud, intervenendo con opere in mare aperto, dev’essere sottoposto a VIA nazionale. Questo significa che entro il 2025 dovremmo essere riusciti a dotare Pescara di un nuovo scalo portuale turistico-passeggeri capace di competere con il resto del Paese, completamente in sicurezza e al riparo da futuri insabbiamenti fangosi, riuscendo piuttosto a programmare la sua normale manutenzione ordinaria”.

Lo ha detto il presidente del Consiglio della Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri nel corso della seduta della Commissione Ambiente presieduta da Ivo Petrelli convocata per un aggiornamento sullo stato dei lavori nel grande cantiere portuale. “Parliamo di un’opera che complessivamente determinerà un investimento di 50milioni di euro su Pescara – ha ricordato il Presidente Petrelli – con la realizzazione di interventi che tutti abbiamo atteso per anni e che finalmente ora ci permetteranno di meglio definire la vocazione della città”.

“Quella del porto di Pescara è una storia lunga e travagliata che ha trovato il suo punto d’approdo con il nuovo Piano regolatore portuale approvato e come verrà effettivamente realizzato, tranne il nuovo molo pescherecci – ha ufficializzato il Presidente Sospiri – perché dall’approvazione a oggi vi è stato un ripensamento su tale infrastruttura e il Comune di Pescara ha chiesto una variante puntuale per l’eliminazione della darsena pescatori. Il grande cantiere è stato diviso in quattro macrolotti, 3 già sono stati appaltati, il quarto e ultimo da appaltare. Il primo è stato realizzato dall’amministrazione del presidente D’Alfonso e ha previsto l’apertura parziale della diga foranea per 70 metri lineari, l’emersione della scogliera sommersa a nord e il riposizionamento di una barriera per contenere le forme di insabbiamento e l’inquinamento della costa.

Il secondo lotto, intervento ancora in corso, prevede la messa in sicurezza del porto dalla diga foranea con il pennello di foce, una sorta di dente sul versante nord dell’apertura della diga per mettere in protezione l’entrata delle barche nel porto canale, quindi l’emersione della barriera soffolta e la realizzazione del basamento del nuovo molo nord. Il secondo lotto dei lavori ha avuto un buon ritmo fino a un certo punto, poi è subentrata la difficoltà nel reperimento dei materiali e nel rialzo dei prezzi, come accaduto per tutti i cantieri d’Italia, a causa del conflitto in Ucraina, ora le opere sono riprese e credo che il cantiere si chiuderà, come previsto inizialmente, per fine 2023. Il terzo lotto già appaltato, le cui opere inizieranno a fine stagione balneare, prevede la realizzazione del nuovo molo nord che comprende due pesanti dragaggi per riportare i fondali a grande profondità, il primo si realizzerà all’altezza del ponte del mare, l’opera sicuramente più iconica della città, che ha però ristretto l’alveo del fiume e questa presenza amplifica l’eventuale forza di una piena bicentenaria, sicuramente è attualmente la criticità più importante sulla città, una problematica che, dopo quanto accaduto in Emilia Romagna, dobbiamo porci, soprattutto in una città come Pescara che storicamente ha già sperimentato la forza del fiume.

Tra l’altro l’intervento prevede anche l’installazione di due stazioni idrometriche, una sul ponte di Villa Fabio, che misura la portata e il livello del fiume Pescara; un’altra in prossimità del Ponte del Mare, con un idrometro situato all’interno del porto canale, due strumenti che ci permetteranno di monitorare la portata del fiume. L’escavo all’altezza del ponte del mare ci permetterà di garantire spazio al fiume in uscita; quindi la realizzazione del nuovo molo nord che lascerà la struttura attualmente esistente del vecchio molo nord con l’aggancio alla diga foranea, quindi la barriera di protezione, opere che, tutte assieme, dovrebbero farci cogliere i primi obiettivi sensibili, ossia portare il fiume oltre la diga foranea, azzerando il rischio di contaminazione delle acque di balneazione e l’impossibilità dell’insabbiamento per il gioco delle correnti vicino alla costa. Fin qua abbiamo coperto le opere con 15milioni di euro ritrovati dalla precedente programmazione della giunta D’Alfonso che ha investito su un porto, di esclusiva competenza nazionale, risorse regionali. Poi è subentrato il centrodestra e noi abbiamo inserito i fondi dell’Autorità di sistema del Medio Adriatico che finalmente si è accorta che esistono Pescara e l’Abruzzo e abbiamo ottenuto sulla programmazione della finanziaria dell’Autorità di essere inseriti nella ripartizione dei fondi sulle infrastrutture portuali, dunque abbiamo finanziato completamente il secondo lotto e abbiamo appaltato il terzo lotto.

E veniamo al quarto lotto – ha proseguito il Presidente Sospiri – che è la realizzazione del nuovo molo sud, lungo 120 metri lineari, agganciato all’apertura a sud della diga foranea, quindi sarà il prolungamento del molo della diga foranea e diventerà il nuovo approdo commerciale per far arrivare a Pescara le navi turistiche da crociera, e isolerà completamente il bacino commerciale dal problema dell’eventuale inquinamento del fiume, con annessa una vasca di laminazione. L’Autorità delle Opere pubbliche ha finalmente individuato una volontà progettuale fattiva, c’è un nuovo decreto che agevola la movimentazione delle rocce di escavo, sul quarto lotto l’Autorità di Sistema portuale ha già riconvenzionato l’Arap che è la stazione appaltante, ma essendo opere a mare di un porto di rilevanza nazionale la parte di intervento deve essere sottoposta a Valutazione di Impatto ambientale nazionale e l’Arap ha già inoltrato la procedura di Via nazionale. Presumiamo che il nuovo molo nord sarà pronto nel 2025, ovvero tra due anni. Dunque, riepilogando, il primo intervento ha previsto l’apertura della diga foranea e il primo tratto del pennello di foce per 120 metri lineari e la messa a dimora della scogliera a 0,50 centimetri, con una spesa di 3milioni e mezzo di euro; il secondo lotto è la deviazione del porto canale di Pescara per 15 milioni di euro a valere sulla delibera Cipe; il terzo appalto prevede la realizzazione dei due nuovi moli guardiani per 16milioni di euro a valere sui fondi Cipe 2018 e a questo punto avremo l’intera deviazione del porto canale di Pescara con conseguente spostamento dei trabocchi e si sta valutando se spostarli direttamente in mare aperto per evitare il loro insabbiamento.

La ditta che si è aggiudicata la realizzazione del nuovo molo nord è la Sales Spa di Roma con un’Ati costituita. In conclusione su questo porto di Pescara si stanno investendo, tra i due governi regionali, circa 50 milioni di euro, con lo scopo di dotare l’Abruzzo di un porto di carattere commerciale con un traffico principale di turistico-passeggeri, mentre Ortona e Vasto conserveranno il loro carattere prevalente commerciale-industriale, senza dimenticare che Pescara ha anche una flotta marinara importante, alla quale oggi garantiamo l’ingresso e l’uscita dal porto con una costante manutenzione, che costa più del costruire un porto nuovo. Ovviamente la manutenzione – ha precisato il Presidente Sospiri – continuerà anche dopo, ma è evidente che una cosa è dragare sabbia pura che, con l’autorizzazione di Arta e Asl, può essere riversata al largo nelle aree appositamente riservate, altra cosa è dragare un fondale come quello attuale che ha lo stesso livello di inquinamento di Bussi con sedimenti di classe C e D e la conseguente impennata dei costi.

Noi stiamo invece creando le condizioni per rendere pienamente fruibile il porto, e le prove in vasca effettuate sui progetti per l’effetto Venturi ci dicono che, finiti i lavori, le correnti da nord non determineranno insabbiamento dei fondali proprio perché troveranno il blocco del molo nord e l’apertura della diga consentirà il veloce e libero deflusso dell’acqua del fiume verso il largo senza lasciare residui. I due dragaggi li potremo fare perché realizzeremo i due nuovi moli guardiani, quindi avremo a disposizione nuove vasche di accumulo su Pescara e anche su Ortona grazie alla realizzazione dei nuovi moli”. Infine il Presidente Sospiri ha suggerito alla Commissione “di chiedere la convocazione di una seduta straordinaria del Consiglio comunale per un aggiornamento sulle grandi infrastrutture che la Regione sta realizzando su Pescara, a partire dal porto e dall’allungamento della pista dell’aeroporto, due opere assolutamente strategiche per il futuro del nostro territorio”.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-07-2023 alle 17:32 sul giornale del 19 luglio 2023 - 116 letture






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