Brioni, Cgil, Cisl e Uil: "Chiediamo il ritiro della procedura di licenziamento e il ripristino di un tavolo negoziale"

2' di lettura 18/11/2022 - A valle delle Assemblee svolte in Brioni sui tre siti produttivi chiediamo con forza il ritiro della procedura di licenziamento e il ripristino di un tavolo negoziale per trovare soluzioni alternative a quelle del licenziamento di 24 Dipendenti, inoltre senza dimenticare il sacrificio di 260 firmatari di accordo di licenziamento con la non opposizione ad esso, vogliamo che l'azienda si impegni a riqualificare ulteriore personale oltre alle 25 maestranze che sono state già adibite a nuove mansioni.

Dalle assemblee sono emerse le paure e la rassegnazione dei lavoratori e delle lavoratrici, che ormai da molti anni vivono in un clima di tensione e timore di perdere il posto di lavoro. Questo clima è dovuto alle continue procedure di riduzione del personale iniziate ormai dal lontano 2009.

Di seguito elenchiamo le procedure di licenziamento:

• 2009, circa 150 posti di lavoro persi con Procedura di mobilità quasi esclusivamente per raggiunti fini pensionistici;

• 2010/2011 chiusura divisione Donna a Collecorvino (Congiunti) con la perdita di ulteriori circa 20 posti di lavoro;

• 2014 procedura di mobilità per lavoratori indiretti per circa 60 dipendenti;

• 2016 circa 150 posti di lavoro in meno e riduzione orario di lavoro e di salario per circa 1000 dipendenti (Dichiarazione esubero iniziale 402 Fte)

• Tra il 2016 e 2021 ulteriori procedure di licenziamento per circa 100 dipendenti

• 2020 mancato rinnovo dell'integrativo aziendale con ulteriore perdita salariale di circa 2500 euro medie annuali

• 2021/2022 Vertenza attuale con la dichiarazione di 321 Esuberi, procedura con il criterio della non opposizione, ancora in corso, con 235 persone che cesseranno il rapporto di lavoro il 31/12/2022.
In questo arco di tempo si sono persi più 700 posti di lavoro e la maggior parte dei lavoratori percepisce un salario molto inferiore rispetto al 2016, avendo visto diminuire l'orario contrattuale di lavoro e l'integrativo aziendale.

NON E' ANCORA SUFFICIENTE???

In questo periodo dove al momento in azienda c'è lavoro, gli operai sono destabilizzati perché da una parte devono dare la disponibilità a lavorare per evitare la perdita di produzione, dall'altra il collega a fianco deve essere licenziato. Questa situazione non può essere più tollerata e per questo proclamiamo LO STATO DI AGITAZIONE ED UN EVENTUALE PACCHETTO DI 8 ORE DI SCIOPERO. Contestualmente abbiamo fatto una nuova richiesta di incontro.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-11-2022 alle 12:11 sul giornale del 19 novembre 2022 - 8 letture

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