Strada Parco, consiglieri PD e M5S: "No alle barriere architettoniche, occorre offrire un aiuto ai disabili"

2' di lettura 14/10/2022 - Bene che la commissione di garanzia di Pescara abbia affrontato il tema delle barriere architettoniche per la strada parco, soprattutto in vista dell'imminente passaggio dei mastodontici mezzi acquistati per il tracciato.

Una situazione che se non sanata rischia di interdire l'utilizzo del mezzo agli utenti maggiormente fragili, come disabili, anziani, genitori con il passeggino e bambini. In questo modo, quella che dovrebbe essere una via al traffico alternativo, nata con tante criticità a partire dalla scelta del mezzo e dalle caratteristiche del tracciato, si sta rivelando un investimento colossale per una fruibilità davvero limitata, che tra l'altro rende difficile l'utilizzo e in taluni casi impedisce la completa mobilità di chiunque ed in particolare di coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita, temporaneamente o permanentemente.

Siccome è sul territorio di Montesilvano che ricade la maggiore porzione dell'ex tracciato ferroviario, per circa i due terzi, e in diversi punti il marciapiede subisce notevoli restringimenti e dislivelli di quota, per fare chiarezza sullo stato attuale di accessibilità del tracciato e verificarne la rispondenza ai criteri e alle disposizioni tecniche dettate dalla normativa di settore, abbiamo programmato per mercoledì prossimo una Commissione di Garanzia sul tema, invitando a riferire l'assessore alla mobilità rispetto alle criticità della strada parco in ordine alle barriere architettoniche. Purtroppo, diverse realtà urbane, compresa la nostra, non sono affatto accessibili: non sono rari i casi di carrozzine che occupano le carreggiate stradali, anche quelle più pericolose quali la Via Vestina, per mancanza di marciapiedi o per i dislivelli non a norma.

È fondamentale, per dare una risposta a una specifica richiesta del territorio e offrire un aiuto ai disabili e alle loro famiglie, che ci sia un'inversione di rotta, che veda il coinvolgimento già a partire dalle fasi di progettazione dei portatori di interesse più fragili.

È paradossale che mentre lo Stato finanzia col bonus barriere la rimozione delle barriere architettoniche in edifici esistenti, estendendolo non solo alle persone con disabilità, ma a tutti proprio per garantire un'integrale accessibilità, dall'altra abbia finanziato un'opera che, per come realizzata, anziché collegare le persone e alleggerire il traffico su gomma, rischia di diventare un canale unico di trasporto, che per mancanza di spazio impedisce un'area riservata al passaggio a piedi o su due ruote, e per di più scarsamente fruito e insidioso, specie per le persone con fragilità maggiori, che invece dovrebbero essere al centro dell'irrinunciabile processo inclusivo.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-10-2022 alle 09:05 sul giornale del 15 ottobre 2022 - 90 letture

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