Al Florian Metateatro di Pescara il 13 e il 15 maggio va in scena lo spettacolo Memorie del sottosuolo

4' di lettura 12/05/2022 - Dopo i grandi nomi di Pippo Di Marca, Fabrizio Arcuri, il Teatro del Lemming e proseguendo nel viaggio delle generazioni arriviamo alla tappa dei Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa, compagnia che nasce nel 1984 dall’incontro artistico di Marco Isidori, regista capocomico, Daniela Dal Cin, pittrice/scenografa e Maria Luisa Abate, attrice, ai quali si aggiunge, nel 2000 Paolo Oricco, attore.

Al Florian Espace, venerdì 13 maggio ore 20.45 e domenica 15 maggio ore 19.00 l’ultima loro produzione Memorie del sottosuolo, adattamento drammaturgico di Marco Isidori da Fëdor Dostoevskij, con Paolo Oricco, sipario Trionfo della Morte di Daniela Dal Cin, regia Marco Isidori.

Tornano finalmente a Pescara con il loro ultimo spettacolo, che ha debuttato al Teatro Gobetti di Torino in novembre in concomitanza con la celebrazione del bicentenario dello scrittore russo, i Marcido Marcidoris con “Memorie del sottosuolo”, una messa in scena di Marco Isidori dal romanzo di Fëdor Dostoevskij:

“Da quanto tempo i Marcido pensavano ad una messa in scena di Dostoevskij! Forse, dall’esordio della Compagnia; infatti sempre i motivi del grande russo, attraversarono, e neanche troppo sotterraneamente, il nostro lavoro, come un basso continuo implacabile anche se abbastanza camuffato nella sue manifestazioni sceniche da risultare illeggibile alla superficialità della cronaca. Adesso abbiamo deciso di esprimere compiutamente in uno spettacolo, facendola esplodere, questa nostra tendenza dostoevskijana, prendendo per le corna quelle “Memorie del sottosuolo” che sono forse uno dei testi chiave dell’opera del russo, pronti ad affrontare una misura certo non facile e carica di rischio, ma per noi di straordinario fascino drammatico.

Le parole, ma meglio dir subito, senza ambiguità, la “Parola” di Dostoevskij, e quelle proposte in prima persona dall’autore nelle Memorie su tutte, sono talmente impregnate di un concentrato dell’umano travaglio, da fotografare, far suonar netto, netto aldilà di ogni ambiguità ideologica o storica, il tema ossessivo di questo scrittore, la dominante tragica spalancata e sviluppata in ogni piega possibile del discorso, una nota costante, pronunciata affermativamente, e poi immediatamente contraddetta in un vortice poetico di ritrattazioni così specificamente teatrali, espanse, dichiarate, così tanto e così talmente parole tutte “ineluttabili” nella loro spudoratezza, da fornire, anzi, pretendere dalla prova dell’attore che le dirà, una sensibilità sia tecnica che emotiva tale da condurre lo spettacolo verso quella regione della comunicazione dove l’istanza di chi parla travasa nell’animo di chi ascolta con la potenza inequivoca dei fenomeni naturali; rendendo evidente che, come scrive Nietzsche: “Il grado di sofferenza di cui un uomo è capace determina la sua profondità e la sua serietà, ma anche la sua gioia”.

Un Dostoevskij che in queste sue “Memorie del sottosuolo”, tradotte con spirito di grande adesione sentimentale e partecipazione “politica”, dimostra come al gorgo altalenante della gioia e della disperazione, l’uomo non può sottrarsi.

Certamente il Teatro, se deve portare un simile peso, non può accontentarsi dell’usuale, deve, almeno tendenzialmente, fare lo sforzo di sporgersi oltre se stesso; magari rinunciando, magari fallendo, magari equivocando, comunque sempre tentando di mostrare quel che nella normale prassi delle scene, resta celato.

L’allestimento scenografico ha comportato la realizzazione pittorica di un’unica grande pala/sipario intitolata “Trionfo della Morte”, ispirato al quattrocentesco dipinto palermitano, con la nettezza caricata della grafia potente della Dal Cin.

I Marcido perseguono una ricerca che si potrebbe definire barocca, portando in scena testi teatrali epurati da ogni introspezione psicologica e privilegiando azione e gesto, dove la visione della scena diventa parte fondante e costitutiva dello spettacolo e la visionarietà scenografica di Daniela Dal Cin si fa drammarturgia.

Indimenticata la presenza a Pescara, sempre al Florian Espace, di “Happy Days in Marcido’s field” ovvero Giorni Felici di Beckett alla maniera dei Marcido, così come “Le Serve, una Danza di guerra” da Genet all’Alici.

Il Sabato 14 maggio ore 18.00 ci sarà l’occasione da non perdere per approfondire con le voci degli stessi protagonisti l’avventura teatrale della Compagnia con un Focus tutto dedicato ai Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa, con Marco Isidori Daniela Dal Cin e Paolo Oricco condotto da Pippo Di Marca, incontro che si avvarrà anche di proiezioni di foto e video relativi al loro percorso. Per il Focus l’ingresso è gratuito.

Tutte le info per i biglietti sul sito e sui canali social del Florian Metateatro

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INFO www.florianteatro.com

tel. 085/4224087 mobile 393/9350933 Mail organizzazione@florianteatro.it

addetto stampa Isabella Micati 3931617669

FLORIAN METATEATRO

Centro di Produzione Teatrale

via Valle Roveto 39 65124 Pescara








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-05-2022 alle 10:48 sul giornale del 13 maggio 2022 - 141 letture

In questo articolo si parla di spettacoli, comunicato stampa

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