Associazione Nuova Pescara: "Assistiamo a un'azione politica tesa a posticipare la nascita della Nuova Pescara, c'è un preciso calcolo dietro"

2' di lettura 05/05/2022 - Ci sarebbe da piangere, ma è meglio difendersi con una risata, sia pur amara. In una Regione, l'Abruzzo, che brilla solo per le negatività - dai dati drammatici dell'emigrazione a quelli quantomeno preoccupanti del Covid per passare alla mortificante arretratezza del sistema sanitario che impedisce, a danno dei cittadini, il miglioramento dell'ospedale di Pescara  - assistiamo a un'azione politica tesa principalmente a posticipare di qualche anno, almeno fino al 2027, la nascita della Nuova Pescara.

C'è un preciso calcolo dietro questa poco edificante iniziativa. Per meglio dire, abbiamo a che fare con una classe politica, salvo poche e benedette eccezioni, impegnata allo spasimo nel tentativo di salvare una manciata di poltrone, espressione che nasconde grassi stipendi, lauti gettoni di presenza e, non ultimo, l'ambita capacità di influenzare l'incedere della macchina pubblica. Nelle prossime elezioni, per via della riforma, ci saranno meno deputati e meno senatori da eleggere. Significa che molti politici locali non potranno fare l'agognato salto al livello superiore, quello nazionale, e che diversi parlamentari ora parcheggiati a Roma retrocederanno nell'affollato girone abruzzese.

Nuova Pescara, che unisce il capoluogo di provincia a Montesilvano e Spoltore, toglie di mezzo due sindaci e decine di assessori e consiglieri. Agli occhi dei cittadini si tratta di un evidente miglioramento. Una liberazione. Per i politici, invece, è un'autentica sciagura. Il governo regionale è ostile al progresso insito nella fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore perché comporta il sacrificio di quote di potere. Non bisogna meravigliarsi, quindi, se la modesta giunta Marsilio non abbia prodotto alcun atto concreto per indurre Roma a finanziare adeguatamente quella che è la più grande e importante fusione di comuni d'Italia e d'Europa. Anzi, non ha neppure messo sul piatto i primi 300mila euro del finanziamento previsto da una Legge regionale votata all'unanimità. Dove sono finiti quei soldoni?

Il peso storico del ritardo nella realizzazione della Nuova Pescara, dal primo gennaio 2024 al primo gennaio 2027, teso sicuramente a inficiare il referendum del 2014 e la Legge del 2018, ricade principalmente sul centrodestra, che ora governa la Regione e due dei tre comuni interessati alla fusione, Pescara e Montesilvano. Fratelli d'Italia e Forza Italia sono bullizzati dalla Lega, che esprime il sindaco di Montesilvano, il presidente della Provincia e un agguerrito e strapagato manipolo di assessori e consiglieri. Può essere che gli interessi pubblici siano sacrificati agli interessi privati? In Abruzzo, sì. Purtroppo. Cosa si può fare? Continuare a lottare. Continuare a battersi affinché le istituzioni regionali rispettino la Legge, il referendum e i cittadini. Si chiama democrazia. Difendiamola!






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-05-2022 alle 11:29 sul giornale del 06 maggio 2022 - 150 letture

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