16 ore di lavoro consecutive per tre agenti di polizia penitenziaria di Pescara

2' di lettura 29/11/2021 - Il carcere di Pescara “S.Donato”, negli ultimi mesi, è stato teatro di innumerevoli soprusi nei confronti del personale di polizia penitenziaria: è nota, infatti, alla cronaca l’aggressione del 22 ottobre 2021, ai danni di una guardia carceraria.

Il fatto accadde tra le 9:30 e le 10 del mattina, presso la terza sezione del Reparto Penale della Casa Circondariale San Donato di Pescara: un detenuto di origine italiana, con il pretesto di chiedere informazioni, riuscì ad avvicinarsi al Box Agenti ed aggredì l’agente, causandogli una contusione all’orecchio destro. La prognosi, diagnosticata dal Pronto Soccorso di Pescara, fu di tre giorni, per contusione all’orecchio destro e stato d’ansia da riferite percosse.

Nonostante le numerose denunce da parte della segreteria del Sinappe (ovvero Sindacato Nazionale Autonomo Polizia Penitenziaria) per l’accaduto e per i sventati tentativi di evasione di due detenuti, il personale del carcere S.Donato ancora soffre di persistenti carenze nella sorveglianza.

L’ultimo fatto accaduto denota una situazione ormai insostenibile: la vicenda si è presentata durante la giornata di ieri, venerdì 26 novembre, a discapito di tre guardie penitenziarie che hanno prestato il loro servizio per sedici ore consecutive.

Nonostante il loro turno fosse iniziato alle 7 del mattino, i tre poliziotti, alle ore 23 del giorno stesso, erano ancora a lavoro per scortare un detenuto in ospedale, in quanto affetto da un malore.

Di fronte alle numerose richieste di cambio turno, le tre guardie hanno ricevuto sempre la stessa risposta: “Non abbiamo nessun poliziotto disponibile”.

Il segretario regionale del sindacato Sinappe, Alessandro Luciani, è determinato a portare alla luce queste malsane e ingiuste abitudini lavorative.

Ci si chiede, inoltre, come l’amministrazione possa permettere che il poco personale presente si sottoponga ad un sacrificio così grande, mettendo in pericolo anche la comunità pescarese che, in questo modo, non viene opportunamente tutelata.
Il Sinappe si esprime riguardo la vicenda con queste parole: "la nostra solidarietà a tutto il personale di polizia penitenziaria che è stremato e non ce la fa più a sopportare queste situazioni lavorative. Chiediamo un intervento decisivo sul penitenziario pescarese, anche con una nuova gestione".


da Federica Donadio

Redazione Vivere Pescara







Questo è un articolo pubblicato il 27-11-2021 alle 19:46 sul giornale del 29 novembre 2021 - 115 letture

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