Cresce del 4% il numero delle donne vittima di violenza che hanno avviato dei percorsi con il centro antiviolenza Ananke di Pescara

4' di lettura 24/11/2021 - Cresce del 4% il numero delle donne vittima di violenza che hanno avviato dei percorsi con il centro antiviolenza Ananke, a Pescara: "Quest'anno ci sono state 137 donne in più che lo hanno intrapreso cui si aggiungono quelle (quaranta) che già il centro seguiva. Ci aggiriamo intorno alle 177, presto supereremo le 200. Dietro queste ci sono tante altre richieste telefoniche, più di mille. Non tutte sono pronte a fare quel passo. Dalla chiamata al percorso possono passare anni".

A parlare all'agenzia Dire dei numeri raccolti tra il 1 novembre 2020 e il 31 ottobre 2021 è la presidente dell'Associazione Ananke Doriana Gagliardone. Nello specifico, le donne che hanno contattato il centro per la prima volta sono state 262 quest'anno, cui si aggiungono i contatti avuti dai servizi dei professionisti che contattano il centro (149) e le 872 chiamate di primo contatto, per un aumento complessivo del 2%. Sono aumentate rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, le donne che hanno contattato il centro tramite i social e il web (29%).

Resta il contatto tramite familiari e amici (30%) quello più utilizzato, sebbene in calo così come i contatti attraverso il numero 1522 che registra quest'anno il 9% delle richieste. Il dato più evidente è quello delle richieste di allontanamento che in un anno è praticamente raddoppiato. Sul territorio nell'ultimo anno sono state 26 a fronte delle 11 del 2019. Numero cui si aggiunge quello delle donne aiutate attraverrso la Rete D.i.Re: 17 qust'anno quando nel 2019 erano 8. Complessivamente sono stati 26 gli allontanamenti: 14 donne con figli, 3 donne incinte e con figli e 9 donne senza figli. Donne che hanno trovato ospitalità nella gran parte dei casi da parenti e amici (32%).

Seguono i centri di accoglienza locale, le Case Rifugio e le strutture di emergenza Ananke (il 20% per ognuno) e le strutture della regione (8%). In aumento le richieste di autonomia abitativa passate dall'8 all'11% e quelle di accompagnamento alla ricerca del lavoro passate dall'11% al 17%.

Le donne accolte sono per il 73% italiane e prevalentemente della provincia di Pescara 62%). Aumentano però le donne straniere che si rivolgono ad Ananke: nel 2019-2020 erano il 19%, oggi sono il 26%. Il 76% delle donne che si è rivolto al centro lo ha fatto per chiedere ascolto e supporto emotivo. Si registra invece una flessione sulle richieste di consulenza legale e di supporto psicologico. Nel 2019-2020 erano il 58%, ora sono il 55%. Per quanto riguarda la tipologia di violenza questa è quasi sempre multipla.

Su tutti c'è la violenza psicologica (111 casi); subito dopo quella fisica (88); poi la violenza economica (63), lo stalking (28) e la violenza sessuale (23). Un dato, quello della violenza economica in crescita, come spiega alla Dire la Gagliardone. "La crisi - ha detto - ha innescato meccanismi per cui il denaro è diventato un veicolo di ricatto. La maggior parte del precariato riguarda le donne che hanno subito doppiamente la crisi dovuta al Covid e sono quindi maggiormente penalizzate perché l'uomo usa il denaro come strumento contro di loro. Sono tanti, soprattutto ex, quelli che con la scusa del covid hanno smesso di versare gli alimenti per i figli e ci troviamo con donne che non hanno neanche 10 euro per comprare da mangiare ai propri figli". A confermare il trend ancora una volta i numeri.

Le donne maltrattate, infatti, hanno per la gran parte dei casi un'età compresa tra i 40 e i 49 anni (29%), un'istruzione medio alta, cioè un diploma (39%) e anche se nel 44% dei casi hanno un lavoro, nel 42% di questi si tratta di lavori precari e insufficienti al mantenimento con il 40% che un lavoro proprio non ce l'ha. A ciò si aggiunge il fatto che il 62% delle donne maltrattate ha figli a carico che nel 53% dei casi ha assistito alla violenza e nel 45% l'ha subita. Nella maggior parte dei casi a perpetrare violenza sono gli ex partner (43%) e i partner (38%). A scegliere un percorso giudiziario è il 42% delle donne. A dimostrare quanto "pesi" il lato economico anche l'identikit del maltrattante che nel 77% dei casi è italiano e nel 13% straniero, con un'età media, anche in questo caso, tra i 40 a i 49 anni (27%), un livello medio di istruzione, cioè un diploma (26%) e nel 63% dei casi è occupato.






Questo è un lancio di agenzia pubblicato il 24-11-2021 alle 16:18 sul giornale del 25 novembre 2021 - 104 letture

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