Studente universitario fuori sede accoltellato in casa dal suo coinquilino

2' di lettura 15/10/2021 - Lo scorso Lunedì 11 Ottobre, in un appartamento in via Vasco da Gama a Pescara, zona Porta Nuova, intorno alle 22 circa uno studente molisano ventunenne ha accoltellato il suo coinquilino, anch’esso studente, compaesano e coetaneo, aggredendolo ripetutamente con tredici colpi d’arma da taglio.

L’aggressore ha riportato traumi di lieve entità, mentre alla vittima, i medici dell’ospedale Santo Spirito, hanno dato cinquanta giorni di prognosi. Quest’ultimo ha riportato lesioni sulla parte superiore del corpo in particolare a livello della testa e tra l’orecchio e la nuca. L’aggressore ha riportato invece un’unica ferita lieve alla gamba.

Secondo una prima ricostruzione della triste vicenda, la vittima uscendo dal bagno, ha avuto un’accesa discussione (per cause ancora da accertare) con il coinquilino, il quale ha impugnato un coltello da cucina e con lo stesso le ha inferto tredici coltellate. Le forti urla dei giovani studenti hanno chiamato l’attenzione dei vicini di casi che sono immediatamente intervenuti e hanno provveduto ad effettuare una prima medicazione di emergenza alla vittima.

Allertati i soccorsi, sono giunti sul posto gli operatori del 118, gli agenti della Volante della questura di Pescara e la polizia scientifica. I due ragazzi sono immediatamente stati trasferiti in ospedale con codice rosso. Secondo alcune ipotesi è emerso che l’aggressore si sia auto inferto la ferita alla gamba, forse per giustificare l’accaduto con la legittima difesa. C’è anche chi dice che il motivo scatenante la violente lite tra i due giovani sia
legato alla droga ma queste sono tutte supposizioni non ancora accertate ed ufficializzate.

Sono ancora in corso le indagini della polizia per ricostruire la dinamica dei fatti e fare chiarezza sul movente.
La casa è per antonomasia considerato il luogo più sicuro, purtroppo questa è un’affermazione che si dimostra, con il passare del tempo, sempre meno veritiera in quanto, invece di rivelarsi un luogo di rifugio, per molti diventa un luogo di paura e
scenario di terrore.

Specialmente con l’avvento della pandemia da Covid-19, l’incidenza di casi relativa a violenza domestica è aumentata notevolmente, incrementando anche i casi di femminicidio, si rivela dunque fondamentale la presenza di enti e strutture locali che possano dare un sostegno attivo e offrire protezione a tutte le vittime che molte volte hanno paura di denunciare.






Questo è un articolo pubblicato il 15-10-2021 alle 15:09 sul giornale del 15 ottobre 2021 - 52 letture

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