Omaggio alle vittime di Colle Orlando, Masci: "Per troppo tempo rimaste lontano dalla memoria"

2' di lettura 13/10/2021 - Una corona d'alloro sul cippo di Fontanelle per ricordare le tre vittime delle SS, fucilate il 13 ottobre del 1943. A deporla stamani è stato il sindaco di Pescara, Carlo Masci, e il presidente del Consiglio comunale, Marcello Antonelli, alla presenza dei parenti delle vittime e dei loro discendenti.

Oltre a loro, alla cerimonia hanno preso parte anche il viceprefetto vicario Gaetano Losa e le autorità civili, militari e religiose, le associazioni combattentistiche e d'arma, il vice presidente del Consiglio regionale Domenico Pettinari e i capogruppo regionali della Lega e di Fratelli d'Italia, rispettivamente Vincenzo D'Incecco e Guerino Testa. "Vittime innocenti", è stato sottolineanto nel corso della cerimonia. "Per troppo tempo - ha detto Masci così come riferisce una nota diffusa dall'amministrazione - il barbaro eccidio di Colle Orlando è rimasto sepolto dalla polvere della storia. Per troppo tempo i tre innocenti fucilati dai nazisti, Carlo Alberto Di Berardino, Marco Di Giacomo, Giuseppe Mancini, sono stati nomi lontani dalla nostra memoria e dal nostro ricordo. I tre martiri di Colle Orlando non facevano politica, non svolgevano attività resistenziale, cercavano solo di mandare avanti le famiglie: avevano ben tredici figli e in tempi di guerra era dura sopravvivere".

Losa ha parlato quindi del valore della memoria, della libertà e della democrazia, mentre Marco Di Giacomo, discendente di uno dei tre fucilati, ha ripercorso la dolorosa vicenda del 13 ottobre 1943 culminata nel crimine perpetrato dalle SS. Carlo Alberto Di Berardino, nato nel 1903, era ragioniere alle Officine Camplone; Marco Di Giacomo, contadino, nato a Città Sant'Angelo nel 1892 e residente in una casa colonica su Colle Orlando, aveva combattuto nella prima guerra mondiale; Giuseppe Mancini, nato nel 1893, era operaio nell'Azienda autonoma della strada. Avevano tredici figli. La loro colpa era quella di non aver consegnato ai tedeschi alcuni fucili da caccia tenuti in casa, ma che erano tutti inutilizzabili perché ferrivecchi e di cui forse non avevano neppure cognizione. Le SS non si mossero a pietà per quella inconsapevole violazione delle prescrizioni di un bando militare del feldmaresciallo Albert Kesselring: Di Berardino, Di Giacomo e Mancini furono allineati sul bordo della strada e uccisi a Colle Orlando dove oggi un cippo ricorda la loro esistenza barbaramente spezzata da un crimine di guerra.








Questo è un lancio di agenzia pubblicato il 13-10-2021 alle 19:22 sul giornale del 13 ottobre 2021 - 13 letture

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