PD Abruzzo: La rubrica di Michele Fina sul femminismo e i diritti delle donne con Cecilia D'Elia e Giorgia Serughetti

3' di lettura 13/04/2021 - La 54esima puntata dalla rubrica "Un libro, il dialogo, la politica", curata da Michele Fina, ha avuto come ospiti Cecilia D'Elia, portavoce della Conferenza nazionale delle Democratiche, e Giorgia Serughetti, ricercatrice in filosofia politica all'Università Milano – Bicocca, autrici del libro "Libere tutte. Dall'aborto al velo, donne del nuovo millennio" (minimum fax), giunto alla seconda edizione.

Si è trattato di una puntata – dedicata alla filosofa Elena Pulcini, scomparsa in questi giorni - sul femminismo e sui diritti delle donne, che ha fatto seguito ad altre sulle stesse tematiche nel corso dell'anno di vita della rubrica, tra cui quelle che hanno visto Fina dialogare con Dacia Maraini, la stessa Cecilia D'Elia, Annalisa Corrado, Valeria Valente.

Fina ritiene il libro di D'Elia e Serughetti "dalla grande potenza bibliografica, riordina il pensiero femminista attorno ad alcuni temi su cui c'è stata una discussione molto vivace negli ultimi anni, che ha anche diviso il movimento.

Tra questi l'aborto, la prostituzione, il velo, il matrimonio, la famiglia. Intorno a questi temi nel libro si ricostruisce lo sviluppo del pensiero femminista, ed è utile sia per chi ne è digiuno sia per chi vuole misurarsi".

Le autrici hanno sottolineato il legame del lavoro con le teorie e gli insegnamenti di Elena Pulcini, la filosofa della cura.

Per D'Elia "dentro la riflessione delle donne ci sono elementi importanti per costruire un mondo post – pandemia migliore di quello che abbiamo lasciato, essa ci consente di raggiungere i pensieri nuovi di cui abbiamo bisogno".

Sempre sulla scia delle teorie di Elena Pulcini, Serughetti sintetizzato la visione alla base del libro, "l'idea che ci sia un imperativo alla cura degli altri che nasce dalla consapevolezza di essere soggetti che abbiamo bisogno degli altri.

Tra il paternalismo e il neoliberalismo abbiamo cercato di aprire uno spazio che parte dalla nostra vulnerabilità, dal nostro essere corpi in relazione. Abbiamo sostenuto questa tesi avventurandoci su alcuni dei terreni più controversi".

La lunga fase dell'emergenza sanitaria ha naturalmente attualizzato ancora di più i temi al centro del libro, tanto che la seconda edizione vi fa diretto riferimento. Per Fina "il dato più eclatante è che quasi tutti posti di lavoro persi siano di donne".

D'Elia ha argomentato: "La pandemia colpisce più le donne perché colpisce i settori produttivi dove sono più presenti, e le ha esposte nel lockdown alla violenza domestica.

L'occupazione femminile nel nostro Paese è fragile: è un punto che è collegato anche ad altri elementi come la sessualità e famiglia. La fragilità della posizione delle donne impedisce la formazione di un welfare all'altezza che si basi sull'assunto che le pari opportunità non sono la chance di diventare un uomo, ma piuttosto di cambiare il meccanismo".

Per il futuro, Serughetti segnala la nascita nel movimento femminista di nuove modalità di approccio e organizzazione, la cosiddetta "intersezionalità: pur muovendo dalla consapevolezza di essere donne ci si riconosce attraversate da una molteplicità di differenze che sono anche diseguaglianze.

Per questo servono le alleanze, con attenzione particolare ai luoghi queste dove le diseguaglianze colpiscono più duramente".


da Michele Fina
Segretario Partito Democratico abruzzese





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-04-2021 alle 16:20 sul giornale del 14 aprile 2021 - 113 letture

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