Teramo: Emergenza Covid, la nota dell'Assessore Core: "Regione in confusione: perché le scuole infanzia e i nidi tenuti fuori dall’ordinanza? Necessario avere certezze"

3' di lettura 02/03/2021 - La decisione della Regione Abruzzo di intervenire con la chiusura di tutte le scuole primarie e secondarie è figlia di una mancata programmazione e di una mancata visione strategica sul ruolo dell’istruzione nella ripartenza del Paese.

"E, cosa ancor peggiore, non ha la minima idea circa la scadenza del provvedimento adottato: siamo davanti alla prima ordinanza senza scadenza. Un fatto di una gravità assoluta, a testimonianza di un’istituzione in bambola.

Il “patto sociale” alla base della riapertura dei plessi scolastici, prevedeva che non ci si sarebbe più dovuti fermare, salvo il precipitare della situazione: la scuola come presidio necessario, l’ultimo a dover chiudere solo in caso estremo, come potrebbe essere un nuovo lockdown.

E invece, in questi giorni, si assiste ad un governo regionale che strumentalizza il dramma di attività commerciali chiuse da tanto tempo, proponendo riaperture evidentemente forzate e pretestuose; dall’altro, tratta l’istruzione come un interruttore da poter spegnere e accendere a piacimento, facendo figli e figliastri anche all’interno del mondo della scuola.

Qual è il messaggio che si vuole mandare ai nostri concittadini? Qual è la vera situazione del nostro territorio? Davanti ad una simile comunicazione contrastante delle istituzioni, come ci si può sorprendere se poi i corsi cittadini sono pieni?

Inoltre la decisione di escludere dall’ordinanza tutto il mondo dello 0-6 è incomprensibile: i protocolli sanitari applicati fino ad ora non prevedono l’uso delle mascherine per i bambini e le bambine; l’attività in questa fascia di età è fatta soprattutto di un contatto fisico e di un calore umano che evidentemente espongono ad un rischio maggiore.

Eppure, eccoli i figli di un dio minore, o meglio ecco la più retrograda visione per cui lo 0-6 equivale a poco più di un’attività di babysitting.

La Regione torni indietro immediatamente sulla propria decisione e faccia chiarezza: se ritiene necessaria la chiusura di tutte le scuole, allora estenda il provvedimento anche alle scuole materne e agli asili nido.

E, contemporaneamente, stanzi le risorse necessarie: per il supporto alle famiglie, perché non è pensabile che ancora una volta chi ha i figli fino ad i 14 anni paghi un prezzo doppio, dovendo scegliere tra lavoro e genitorialità e per il supporto a tutti i lavoratori del mondo della scuola, che non si esaurisce solo nella docenza e personale amministrativo, ma riguarda anche lavoratrici e lavoratori delle mense e dei trasporti.

Questi ultimi, già nei mesi del primo lockdown hanno pagato un prezzo salatissimo, a cui si sono aggiunti ritardi devastanti nell’erogazione dei sussidi allora previsti.

Oggi hanno bisogno di certezze: sia sul quantum che sui tempi delle erogazioni che dovranno essere tempestivi, per evitare drammi sociali.

Senza tutto questo, la decisione del Governo Marsilio sarà un misto di demagogia e di resa alla realtà dei fatti, da parte di chi ha preso decisioni estemporanee senza saper valutare le ricadute più complesse che da tali provvedimenti naturalmente succedono."






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-03-2021 alle 16:26 sul giornale del 04 marzo 2021 - 121 letture

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