Cannabis Light a Pescara: dove acquistarla

Acquisto on line di cannabis light 5' di lettura 24/02/2021 - Pescara è un capoluogo di provincia della Regione Abruzzo e conta gli oltre 119 mila abitanti, detenendo tra l'altro il record di città più popolosa di tutto il territorio regionale.

Il comune, insieme alla provincia L’Aquila, è sede di uffici del consiglio della giunta e degli assessorati regionali. Situata in una posizione strategica, al centro dell’Abruzzo e affacciata sul litorale adriatico, Pescara è dotata di quasi sette chilometri di costa bassa e sabbiosa. Una delle vedute mozzafiato della città si può godere proprio da Marina di Pescara che affaccia sul Ponte del Mare, una delle attrattive più conosciute della città, e il Gran Sasso. Ad attrarre i turisti vi sono numerosi musei, tra i quali il "Museo casa natale Gabriele D'Annunzio", monumento nazionale fin dal 1927. Il nome deriva dal fiume Aterno-Pescara e divenne del medioevo Pescaria. Il 3 novembre 1987 alla città venne riconosciuta la medaglia d’oro al Merito Civile durante il secondo conflitto mondiale. Nella città di Pescara è possibile reperire Cannabis Light?

Cos’è la canapa

La cannabis ha comprovate proprietà terapeutiche, è naturale e priva di dosi letali, ma di cosa si tratta? La Cannabis o canapa è una pianta angiosperme che affonda le proprie origini in Asia centrale. Secondo le teorie più accreditate la pianta presenta la varietà sativa, maggiormente diffusa e coltivata, all’interno della quale confluiscono poi la ruderalis e la indica. Alcune delle specie ibride sono il frutto di coltivazioni illegali che si incrementarono dopo il proibizionismo del ‘37. In passato la sua coltivazione si diffuse nelle zone medio-europee, grazie alla capacità della pianta di adattasi alle condizioni del terreno più difficili e per la produzione tessile che se ne ricava. La tassonomia prevede un bel po' di controversie. Small e Cronquist distinguono la Cannabis sativa con due sottospecie, ognuna delle quali ha due varietà: la Cannabis indica (varietà indica e varietà Kafiristinica Vavilov) e la Cannabus sativa (varietà sativa e varietà spontanea Vavilov). Questa però non è l’unica, Shultes infatti divide tre specie: la sativa, la ruderalis e la indica mentre Clarke e Watson pongono la sativa come unica e sola varietà, distinta solo dalla produzione di marijuana e hashish coltivate in Afganistan e Pakistan che apparterrebbero alla indica.

Storia e utilizzo della canapa: dalla coltivazione all’uso psicotropo

L’utilizzo della Cannabis risale già ai tempi del Neolitico, come testimoniano alcuni semi fossilizzati ritrovati in una grotta in Romania. La fibra tessile della canapa è sfruttata da millenni, questa cominciò a essere coltivata prima in Asia e in Medio Oriente e solo nel XVI secolo si cominciò a coltivarla in Inghilterra orientale. Il trend commerciale si registrò in Occidente nel XVIII secolo. La fibra ha fornito da sempre la materia utile alla produzione della carta, fin quando le 1937 non venne proibita qualsiasi coltivazione della pianta di canapa. In Italia la produzione è legata alle antiche Repubbliche marinare che la utilizzavano per produrre vele e corde per le proprie flotte di guerra. L’uso psicotropo fece capolino già in antichità. Per gli Hindu del Nepal e dell’India la canapa era considerata sacra e ne furono i primi fumatori. L’imperatore e medico Shen Nung ebbe la brillante intuizione dei suoi effetti benefici e inserì la Cannabis nel manuale medico come bevanda in grado di curare malattie dolorose. Nell’800 l’hashish prese prepotentemente piede e a Parigi nacque il Club des Hashischins, frequentato da poeti come Hugo, Dumas e Balzac.

Cannabis a uso medico e terapia del dolore

Le possibili indicazioni terapeutiche che ne determinano la buona riuscita prevedono effetti contro nausea, vomito, anoressia e cachessia, spasticità e condizioni dolorose. Ma anche disordini del movimento, asma e glaucoma mentre effetti meno confermati parlano di ansia, disordini bipolari, depressione, allergie e dipendenze. I risultati della ricerca scientifica sono notevoli, tanto che l’ONU ha accettato la proposta dell’OMS di cancellare la Cannabis dai prodotti tossici della tabella IV della Convenzione del 1961. La proposta si è avuta con 27 voti favorevoli su 53 e registra un passo importante nella storia della Cannabis, ricca di controversie, polemiche e proibizioni ma carica di effetti benefici per la terapia del dolore. La ricerca scientifica, infatti, progredisce contro malattie autoimmuni, cancro, neuroprotezione, febbre e disordini della pressione arteriosa. Per questa ragione si decise poi di legalizzare la sostanza a uso terapeutico e iniziò il Canada nel 1996 dando vita a un valzer di consensi per molti paesi sia del continente americano sia di quello europeo. L’iniziativa spianò poi le porte a numerosi altri paesi, Italia compresa, che aderì soltanto dieci anni dopo nel 2006. La Cannabis Medicinale per essere considerata terapeutica e legale deve rispettare tutti gli standard forniti dal CACP (Good Agricoltural e Collecting Practice) e GMP (Good Manufactoring Practice), necessari a garantire l’affidabilità del prodotto.

La Cannabis crea dipendenza?

La Cannabis trascina con sé una larga fetta di storia tra i fumatori di tutto il mondo. La sua diffusione raggiunse vette inimmaginabili nel corso dell’Ottocento, dove in Europa divenne una vera e propria moda. In Siria già si parlava di Hashashin, letteralmente “dediti all’Hashish”. Il proibizionismo del 1937 cominciò a dare vita a coltivazioni illecite indoor che ne favorirono la diffusione illegale. L’interrogativo su questo argomento così controverso è sempre lo stesso: la cannabis crea dipendenza? Parlando di Cannabis Leggera, quella Light che presenta CBD e non elevati tassi di THC, la risposta è no. Nessuna dipendenza è associata all’assunzione del prodotto. Quando si parla invece di prodotti diffusi a uso ricreativo, e a elevato tasso di THC, si parla di dipendenza nel 9% dei soggetti già dal primo utilizzo.

La vendita della Cannabis Light

Oltre al discorso terapeutico esiste e si è largamente diffusa la vendita legale di Cannabis Light. Si tratta di prodotti a base di CBD (Cannabinoidi), venduti in varie forme a seconda dello scopo ricreativo. La diffusione, soprattutto all’interno degli store è di recente realtà. A Pescara è possibile rinvenire i prodotti in alcuni punti vendita della città oppure visitando il sito e-commerce di infiorescenza di cannabis light e olio di canapa.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-02-2021 alle 14:31 sul giornale del 22 febbraio 2021 - 4 letture

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