Milano: sorveglianza speciale per un insegnante pedofilo che aveva adescato giovani vittime in diverse province d'Italia

4' di lettura 26/01/2021 - Nell’ambito del monitoraggio dei soggetti potenzialmente pericolosi verso vittime vulnerabili effettuato dalla Divisione Anticrimine di Milano, il Tribunale di Prevenzione, su proposta del Questore, ha irrogato la Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza ad un pedofilo milanese di 57 anni.

L'uomo, attualmente detenuto, era stato autore di numerosissimi episodi di adescamento e violenza sessuale in danno di ragazzine di età compresa tra i 6 e i 14 anni, nonché di detenzione di materiale pedo-pornografico.

Dall’analisi del suo “curriculum criminale”, era emerso che aveva adescato almeno 41 ragazzine in diverse province d’Italia, tra cui Milano, Gorizia, Viareggio, Firenze, Pistoia, Carrara e La Spezia.

La prima denuncia risaliva al 1997 quando lavorava come bagnino nella piscina di un albergo in Liguria dove, approfittando di un momento di distrazione dei genitori, aveva abusato sessualmente di una bambina straniera.

Negli anni successivi l’uomo aveva lavorato come insegnante di educazione fisica in alcune scuole elementari della Toscana dove aveva avvicinato e circuito alcune sue alunne. L’uomo era solito mostrare loro dei video con contenuti pornografici, tra cui riprese in cui si masturbava; in altre circostanze, con la scusa di mostrare il modo corretto di svolgere alcuni esercizi ginnici, ne aveva approfittato per palpare alcune ragazzine.

Dopo essere stato condannato a 8 anni di reclusione e all’interdizione dall’insegnamento e dall’impiego presso qualsiasi tipo di struttura sportiva, era rimasto in carcere fino al 2005; una volta libero, con l’avvento dei social network, aveva affinato le sue tecniche di adescamento, scovando le giovani vittime attraverso Facebook, Instagram e più recentemente con TikTok, utilizzando falsi profili (con cui si fingeva un adolescente), ed immagini di profilo di giovani cantanti, attori o famosi youtuber.

Utilizzando un linguaggio tipico adolescenziale, con la vittima era solito stabilire un rapporto di confidenza, che sfociava ben presto in richieste di foto e video in pose esplicitamente pornografiche e conversazioni telefoniche a sfondo sessuale, durante le quali si masturbava.

Si contano almeno 24 ragazzine adescate. Inoltre, avendo creato una fitta rete di giovani vittime, il soggetto in questione aveva condiviso i dati personali delle ragazzine con altri pedofili conosciuti in rete, inviando loro i contatti, comprensivi di fotografie, età, provenienza geografica e numero di telefono.

Di nuovo detenuto fino al 2009, uscito dal carcere si era ristabilito a Milano. Qui era riuscito a trovare lavoro come istruttore di pallavolo in alcuni centri sportivi dell’hinterland sud-ovest, rendendosi ancora una volta autore di condotte adescatrici a seguito delle quali era rientrato in carcere.

Alla luce della sua radicata propensione a ledere l’integrità psico-fisica dei minorenni, accogliendo la proposta inoltrata dal Questore di Milano, il Tribunale di Prevenzione ha disposto nei confronti dell’uomo la Sorveglianza Speciale con obbligo di soggiorno nel comune di abituale residenza o dimora per la durata di tre anni.

Sono state adottate nei suoi confronti le importanti prescrizioni di mantenersi ad almeno 500 metri dai luoghi abitualmente frequentati da minorenni quali asili, scuole, parchi giochi ed impianti sportivi e di non comunicare con persone minorenni con nessun mezzo, inclusi i “social network”.

Si tratta di misure volte a monitorare attentamente la potenziale pericolosità del soggetto e la sua indole alla recidiva al fine di impedirgli di adescare altre vittime minorenni ignare di ciò che le aspetta. L’uomo sarà attentamente monitorato e se dovesse anche solo avvicinarsi ad una scuola, ad un parco pubblico o a qualsiasi luogo frequentato da minori, verrà arrestato in flagranza e ritornerà in carcere; stesso discorso vale se sarà accertato un suo utilizzo dei social network o di altro mezzo per adescare minori.

Infine, per arginare ulteriormente il rischio di recidiva e rieducare il soggetto, è stata applicata la c.d. ingiunzione trattamentale, che consiste nell’offrire all’uomo la possibilità – da lui accettata – di sottoporsi ad un programma di recupero volto ad acquisire consapevolezza del disvalore sociale dei comportamenti tenuti ed evitare, una volta che le misure penali e di prevenzione siano cessate, che possa replicare la sua condotta devastante per la vita delle giovani vittime.






Questo è un articolo pubblicato il 26-01-2021 alle 12:12 sul giornale del 27 gennaio 2021 - 17 letture

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