Giornata della Memoria: Al via il primo evento con l’avvocato Guerrieri all'Istituto Alberghiero ‘De Cecco’

5' di lettura 26/01/2021 -

“Il dovere della memoria e la storia ci insegnano che non dobbiamo mai abbassare la guardia, perché il rischio che si ripeta una follia simile all’antisemitismo è sempre dietro l’angolo.

Quanto accaduto nel decennio ’35-’45, con la deportazione non solo di ebrei, ma anche di disabili, cittadini rom, sinti, oppositori politici, fu certamente l’azione di un’èlite, ma che ha trovato la collaborazione di un popolo, ha trovato un terreno fertile, in cui tanti sapevano, vedevano, ma hanno scelto di tacere”.

Lo ha ricordato l’avvocato Luigi Guerrieri, Studioso di Storia Contemporanea, protagonista oggi della prima delle tre giornate dedicate alla celebrazione della ‘Giornata della Memoria’ promosse dall’Istituto Alberghiero Ipssar ‘De Cecco’ di Pescara, nell’ambito degli eventi del Premio Nazionale ‘Paolo Borsellino’ e che proseguiranno anche domani, martedì 26 gennaio, e mercoledì 27 gennaio.

Presenti in collegamento on line le classi quarte dell’indirizzo Enogastronomia, sezioni A e H, con i docenti Roberto Melchiorre, Anna Mastrippolito e Gianpiero Santilli, e le coordinatrici del progetto Rosa De Fabritiis e Rossella Cioppi.

“All'Istituto Alberghiero ‘De Cecco di Pescara – ha spiegato la dirigente Alessandra Di Pietro - consideriamo una priorità educare i nostri studenti a essere cittadini di una buona e giusta società. E il nostro impegno con il Premio Nazionale Borsellino è parte fondante di questa formazione, che deve proseguire anche in tempo di Covid, semplicemente modificando la formula, ovvero gli studenti seguiranno a distanza, su piattaforma, i tre eventi.

Riteniamo tale evento imprescindibile e necessario nel nostro tempo, connotato dal triplicarsi dei messaggi antisemiti sui Social e dal linguaggio aggressivo di certo dibattito politico.

Ed è allora fondamentale ricordare la legge istitutiva della Giornata della Memoria, la 211 del 2000 che impone alle scuole di mantenere vivo il ricordo degli eventi legati al tema della Shoah, lo facciamo attraverso le testimonianze, che sicuramente suscitano emozione, empatia, ma è necessaria anche una riflessione storica, ovvero la conoscenza e l’analisi delle radici antropologiche, psicologiche dell’antigiudaismo e di quegli accadimenti che hanno determinato la Shoah, occorre conoscere il contesto in cui sono maturate le convinzioni su una presunta superiorità della cosiddetta razza ariana e della necessità di perpetrare la persecuzione degli ebrei, che pure, all’epoca sono state accolte dalla popolazione con tanta facilità”.

“In realtà la storia dell’umanità è ricca di esempi di persecuzioni di popoli che, dal ’35 al ’45, si sono focalizzate in modo specifico sugli ebrei – ha ricordato l’avvocato Guerrieri -, individuati come una minoranza ideale cui attribuire le responsabilità e la colpa storica di situazioni negative, sono diventati il ‘capro espiatorio’.

Storicamente una patria gli ebrei ce l’avevano, Israele, poi la diaspora ha determinato la loro ‘dispersione’ nel mondo: un’ampia fetta si è stabilita nell’Europa dell’Impero romano, in parte nell’attuale Polonia-Germania-Ucraina, in parte nell’attuale Spagna dando luogo a due comunità ebraiche molto caratteristiche e marcate che sono divenute oggetto di pregiudizio perché gli ebrei hanno sempre mantenuto la propria identità culturale, religiosa ed economica, seppur numericamente inferiori, non si sono mai confusi con le comunità ospitanti.

E restando sempre ben caratterizzati, ovvero facilmente identificabili, sono divenuti un capro espiatorio dal Mediovevo, quando i regnanti cattolici di Spagna e d’Europa indicavano gli ebrei come la comunità di cui diffidare, ebrei che gestivano il potere bancario, dunque erano i detentori della ricchezza quindi invisi alla maggioranza. In Italia, dopo l’unificazione dello Stato, dunque dopo il 1860, c’era un modello liberale che non penalizzava gli ebrei e inizialmente anche il fascismo non nasce come movimento antisemita, anzi inizialmente molti esponenti del partito fascista erano di origine ebraica e il movimento irrideva al nazismo che è invece nato razzista.

Dopo la conquista dell’Impero, l’isolamento dell’Italia determinò l’affermarsi di una politica razzista che culminò nel 1938 con il Manifesto della Razza e le Leggi razziali, elaborate dai 10 migliori scienziati del Paese i quali cercarono delle assurde ragioni biologiche per giustificare un documento folle.

E la vera tragedia è stata proprio quella, ovvero in quegli intellettuali distinti, conosciuti, famosi, che pure misero la propria firma sotto quel documento concedendogli credito e credibilità.

E purtroppo l’Italia vanta un proprio triste primato, ovvero l’aver promulgato la prima legge razziale, il regio decreto 1390 del 25 settembre del 1938, che ha espulso da tutte le scuole pubbliche del Regno tutti gli insegnanti e studenti che avessero origine ebraica, dando vita alla triste parabola che ha portato alla Shoah, alla deportazione di ebrei prima e poi di tutti coloro che non corrispondevano ai canoni della razza superiore.

E su questo – ha aggiunto l’avvocato Guerrieri – il Paese deve ancora fare mea culpa, perché la barbarie di quell’epoca non fu colpa di pochi: ci furono casi isolati di persone che, per pietas umana, aiutarono, nascosero o fecero fuggire i perseguitati, ma non ci fu un vero movimento culturale di massa per fermare quello che fu un eccidio.

Anzi, venne fondata anche la Rivista per la Difesa della Razza in cui scrivevano degli insospettabili che poi hanno anche avuto un ruolo nell’Italia repubblicana.

È vero che furono i nazisti a fare le deportazioni, ma lo fecero con la fattiva collaborazione del Governo della Repubblica di Salò.

La storia – ha ancora detto l’avvocato Guerrieri - deve insegnarci a non abbassare mai la guardia perché qualcosa di simile può sempre ripetersi”. “Le nostre giornate dedicate alla Memoria della Shoah proseguiranno con nuove testimonianze – ha aggiunto la dirigente Di Pietro -.

Martedì 26 gennaio, alle ore 11, il protagonista dell’evento sarà il professor Andrea Sangiovanni, Docente di Storia Contemporanea dell’Università di Teramo, assieme a Gabriella Sperandio Presidente dell’Associazione Falcone Borsellino”.

Parteciperanno gli studenti delle classi quarte dell’indirizzo Enogastronomia sezione E, e dell’Indirizzo Sala e Vendita, sezione B, con i propri docenti.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-01-2021 alle 10:29 sul giornale del 27 gennaio 2021 - 125 letture

In questo articolo si parla di attualità, comunicato stampa, Istituto Alberghiero ‘De Cecco’

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/bK00