Alessandrini 2, la tempesta – Clamoroso sfogo degli esclusi dalla nuova Giunta: ‘E’ un traditore, presto faremo i conti’

4' di lettura 06/10/2016 - Difficile immaginare che il siluramento di 3 assessori passasse sotto silenzio, soprattutto quando gli esclusi in questione si chiamano Adelchi Sulpizio, solo pochi mesi fa ‘premiato’ con la super-delega alle Finanze, Sandra Santavenere, eletta a furor di popolo in Consiglio e ora praticamente disoccupata, e soprattutto Veronica Teodoro, figlia dell’ex vicesindaco Gianni.

Tempesta si temeva, e tempesta è stata: a poche ore dalla presentazione della nuova Giunta (foto), che ha visto l’ingresso di Antonella Allegrino, Stefano Civitarese e Loredana Scotolati, tuoni e fulmini si abbattono sulla testa di Marco Alessandrini, ‘reo’ di aver fatto fuori 3 presunti intoccabili dell’esecutivo. E a nulla sono valse le sue parole in conferenza stampa, che escludevano “responsabilità individuali sui cambiamenti”, riferendosi piuttosto ad “esigenze condivise con i vertici politici e amministrativi della coalizione per pensare al rilancio della città”.

Se da una parte pesa come un macigno il silenzio di Sulpizio, che vede così svanire d’un soffio la sua avventura in politica avendo già rinunciato al seggio in Consiglio, d’altro canto non tardano a farsi sentire le due ex primedonne della Giunta. Mentre la Santavenere ha tenuto banco a Palazzo di Città con una conferenza stampa infuocata, a difendere la giovanissima Veronica è sceso nuovamente in campo papà Gianni, che ha rivolto accuse pesantissime al sindaco di Pescara.

“Prendo atto del tradimento del patto elettorale e di governo consumato dal sindaco Alessandrini – scrive Teodoro in un comunicato stampa destinato a far discutere -, che senza alcuna reale ed effettiva motivazione politica e amministrativa ha escluso, dopo aver ottenuto la fiducia ed il consenso di circa 3500 elettori della nostra lista, la seconda forza politica della coalizione”.

“Si è consumato il tradimento di un impegno politico – prosegue l’ex vicesindaco - che la Lista Teodoro-Scegli Pescara ha invece onorato con il sindaco e con il partito democratico. In questa occasione hanno mostrato flebile incidenza nella gestione della crisi politica, risoltasi con il mero avvicendamento di uomini e donne che, pur avendo contribuito alla vittoria di Alessandrini, sono stati inaspettatamente estromessi”.

L’affondo di Teodoro lascia aperti molti dubbi sul futuro stesso della coalizione di centrosinistra: “Finora abbiamo costantemente sollecitato il sindaco a rilanciare l'azione amministrativa, opacizzata sia da scelte politiche non sempre condivise che dalla inaspettata disattenzione con cui lo stesso Alessandrini si è posto di fronte ai problemi enormi che vive la città. Pescara è ferita dalla incapacità politica di un Primo Cittadino compiaciuto più dallo sfoggio di colte citazioni letterarie che dalla piena consapevolezza del ruolo e del compito che gli elettori gli hanno affidato”. Se non è rottura, poco ci manca.

In questo scenario tutt’altro che rasserenante non mancano le sferzate dell’opposizione, con il mirino puntato ancora una volta sul Primo Cittadino. “Bocciata senza appello la politica finanziaria dell’ex assessore Sulpizio - punge il coordinatore cittadino di Forza Italia Guido Cerolini -, bocciata la politica sociale dell’assessore Diodati, privato di una delega strategica; bocciata la politica urbanistico-edilizia inesistente della Santavenere; bocciata la giovane presenza della Teodoro. La parabola dell’astro nascente della politica Pd, il sindaco Alessandrini, si avvia a conclusione, dopo quel tentativo di riformattazione odierna della sua Giunta, avvenuta in un clima da ‘quiete prima della tempesta’, ovvero quella che si scatenerà in Consiglio comunale. A farne le spese sarà una città ormai ferma da due anni, vittima delle lotte intestine di una maggioranza incapace di fare scelte”.

“Dieci giorni di suspence, rinvii, attese e proclami – rincara la dose Berardino Fiorilli di Pescara Mi Piace - e alla fine la montagna ha partorito il topolino: la nuova composizione della Giunta Alessandrini ha evidentemente risposto alle imposizioni della politica Pd-D’Alfonso, facendo fuori lo scomodo alleato Teodoro, definitivamente estromesso dai giochi di maggioranza, e sacrificando due ‘agnelli’ come Sulpizio e Santavenere, recordwoman di voti, per fare spazio a due ingressi calati dall’alto. Ma oggi Alessandrini ha sostanzialmente scritto la parola ‘fine’ alla propria avventura da sindaco, visto che ora si ritroverà a fare i conti con una maggioranza consiliare più frantumata di prima”.










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