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Nuova Giunta, chi resta e chi esce. Ma il ‘rimpasto’ è in alto mare: tutti i dubbi di Marco Alessandrini

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Nelle intenzioni del sindaco di Pescara (nella foto) il ‘rimpasto’ della squadra di governo, giunto esattamente al giro di boa di metà mandato, doveva essere un preciso segnale di rinnovamento, oltre che, per usare le sue stesse parole, uno strumento per 'puntare sugli obiettivi programmatici'.

Fatto sta che la decisione ha generato non pochi malumori nella maggioranza, e tra veti incrociati, timori di perdere la poltrona e alleanze sempre più traballanti, la cosiddetta ‘fase 2’ del governo cittadino rischia di rivelarsi un vero e proprio boomerang per il suo promotore.

E se da un lato, dall’ex vicesindaco di centrodestra Berardino Fiorilli alle ‘nuove leve’ del M5S, molti invocano le dimissioni dello stesso Alessandrini, c’è chi teme che il rimpasto, stando così le cose, finisca per essere più apparente che reale, visto che il rischio di scontentare tutti è davvero dietro l’angolo. In questo senso, mentre si avvicina sempre più la data indicata dal sindaco per la presentazione della nuova Giunta (lunedì o al massimo martedì della prossima settimana), a Palazzo di Città sono in corso trattative febbrili per arrivare in tempo all’appuntamento con i cittadini e con la stampa.

Stando alle voci di corridoio, gli unici sicuri della conferma dovrebbero essere Enzo Del Vecchio (vicesindaco e assessore alla Mobilità), Giovanni Di Iacovo (sostenuto da Sel e titolare delle deleghe su Cultura e Istruzione) e Adelchi Sulpizio (Bilancio), molto apprezzato da Alessandrini. Discorso simile anche per Paola Marchegiani, blindata dalle alte sfere del Pd.

Decisamente traballanti appaiono invece le poltrone di Sandra Santavenere (Edilizia), destinata ad essere sostituita da un tecnico, e Veronica Teodoro, giovanissima figlia dell’ex vicesindaco Gianni e sin dall’inizio oggetto di pesanti attacchi da parte delle opposizioni. In questi casi, resta il dubbio su come reagiranno di fronte alla bocciatura sia lo stesso Teodoro che quella parte del Pd che sostiene la Santavenere.

“Qualcuno resterà, qualcun altro no”, ha anticipato il Primo Cittadino in conferenza stampa. Possibile, ci si chiede, che il rimpasto sia quindi relativo alle sole Santavenere e Teodoro, tra l’altro difese a spada tratta da parte della stessa maggioranza? Da qui il sospetto che la scure del sindaco possa abbattersi anche su altre figure, finora ritenute ‘al di sopra di ogni sospetto’. Viene in mente per esempio il nome di Laura Di Pietro, assessore al Verde pubblico al centro di grosse polemiche per la vicenda degli alberi tagliati nelle scorse settimane. Quasi sicuro invece il ‘taglio’ di Giuliano Diodati, titolare delle deleghe su Sociale e Sanità. Anche qui però il fitto giro di consultazioni che vede impegnato il sindaco in queste ore non ha dato frutti, visto che se da un lato non è stato ancora individuato il sostituto, dall’altro si alza sempre più forte la voce degli ‘scontenti’.

Visto il quadro, il rimpasto parrebbe quindi decisamente in alto mare, ma il sindaco, pur di evitare il rischio-paralisi, è più che mai deciso a mantenere fede alle promesse: a inizio settimana tutti conosceranno la nuova composizione dell’esecutivo.



Questo è un articolo pubblicato il 30-09-2016 alle 10:49 sul giornale del 01 ottobre 2016 - 663 letture