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Il fondatore del WWF stronca Alessandrini: ‘Fermi le motoseghe, Pescara danneggiata’

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Dopo lo scrittore Erri De Luca e l'attore Alessandro Gassmann, per non parlare della dura reprimenda di Vittorio Sgarbi, un’altra autorevole voce si alza contro l’abbattimento di decine e decine di alberi deciso dalla Giunta comunale pescarese.

A farsi sentire in questo caso è Fulco Pratesi (foto), fondatore e oggi presidente onorario del WWF Italia, che in una lettera aperta indirizzata al sindaco Marco Alessandrini si è unito al coro di interventi a favore della salvaguardia del patrimonio arboreo di Pescara.

“Leggo con crescente preoccupazione – scrive Pratesi – circa le operazioni che il Comune di Pescara sta effettuando sul proprio patrimonio arboreo, cancellando peculiarità architettoniche, storiche e ambientali che di fatto hanno positivamente caratterizzato la città da decenni. La rappresentanza locale del WWF mi segnala che persino i pini cantati da D’Annunzio, il cittadino più illustre di Pescara, stanno per essere tagliati. Davvero la Sua Amministrazione vuole rendersi responsabile di un tale gesto?”

“Ci ripensi, caro Sindaco – prosegue il presidente di WWF -, ci rendiamo ovviamente conto della necessità di intervenire sugli alberi qualora vi siano situazioni di pericolo, ma nel caso specifico gli elementi raccolti fino ad oggi impongono un’ulteriore riflessione e un necessario approfondimento”.

L’appello continua senza tanti giri di parole, con una richiesta ben precisa indirizzata al Primo Cittadino: “Le chiedo, in nome dell’ambiente che il WWF da 50 anni tutela in Italia, di interrompere immediatamente gli interventi in atto. A motoseghe ferme potrà valutare congiuntamente a tecnici, cittadini, WWF e altre Associazioni intervenute in questi giorni, se c’è una strada per salvaguardare sia la sicurezza dei cittadini, se si dimostrerà con metodi affidabili che davvero ci sono pericoli, che il patrimonio verde, il decoro e l’immagine della città. Una immagine che le scelte delle ultime settimane e, soprattutto, la pervicace insistenza su un percorso che si sta dimostrando sbagliato e dannoso, stanno irrimediabilmente danneggiando a livello locale e nazionale”.

Che dire di fronte alle ragioni del sindaco, che più volte in queste settimane insieme all’assessore al Verde pubblico Laura Di Pietro ha posto l’accento sulla ripiantumazione in atto? Il fondatore del WWF boccia senza tentennamenti anche questa soluzione: “Non vale dire che gli alberi sacrificati saranno sostituiti, poiché quelli che si stanno tagliando sono lì dagli Anni ’30 del secolo scorso, hanno resistito a bombardamenti e maltrattamenti, hanno visto ripararsi sotto di loro intere generazioni: ci vorranno 80 anni perché quelli nuovi possano avere analogo portamento e uguale funzione”.



Questo è un articolo pubblicato il 19-09-2016 alle 11:41 sul giornale del 20 settembre 2016 - 3020 letture