Progetto Toto, tutti contro D’Alfonso: ‘Così vogliono sventrare l’Abruzzo’

3' di lettura 25/07/2016 - Cresce sempre più l’ondata di proteste ed appelli contro il cosiddetto ‘Progetto Toto’, che come noto verte sulla modifica del tracciato autostradale della A24 e della A25. I primi a lanciare l’allarme circa le conseguenze 'potenzialmente disastrose' del progetto sono gli attivisti del Forum Acqua, che hanno parlato di ‘incubo sociale e ambientale’.

“Il progetto – si legge in una nota diffusa poche ore fa – porterà alla realizzazione di trafori nelle montagne piene d’acqua: Parco d’Abruzzo, Parco del Sirente, Simbruini, Gole del Sagittario e Gole di San Venanzio sventrati per decine di km. Dalle mappe emergono impatti irreversibili su acquiferi, paesaggio, suolo e qualità della vita”.

Il Forum Abruzzese dei Movimenti dell’Acqua commenta così le mappe ufficiali del piano sulle varianti autostradali: “Un progetto miliardario devastante in cui ci guadagna solo la TOTO S.p.a. a discapito dei cittadini che pagheranno due volte, con tasse e tariffe e con costi ambientali in larga parte irreversibili. Sull’acqua l’impatto sarebbe tremendo visto che parliamo di trafori lunghi 5 volte quello del Gran Sasso dentro montagne piene della risorsa più importante per la vita”.

“Si tratta di un delirio di cemento – prosegue il comunicato - che farebbe entrare nelle tasche della TOTO S.p.a. ben 5,8 miliardi di euro presi dalle tasche dei cittadini. Intanto nel progetto, oltre alle varianti sulle autostrade, si prospetta anche una doppia galleria tra parco d’Abruzzo e Roccaraso, con tunnel sotto la Montagna Grande e il Genzana. Solo il massiccio del Sirente verrebbe devastato con un traforo di quasi 13 km (12,75 km) e con altre due gallerie di 2,3 km e 3,9 km che sarebbero collegate da un viadotto sulle Gole di San Venanzio. I Simbruini sarebbero perforati da un traforo di 9,88 km. La Val Vomano, una delle poche valli abruzzesi che presentano ancora un po’ di agricoltura, sarebbe sventrata da un’autostrada di 24 km per sboccare a Roseto con consumo di suolo irreparabile e risibili vantaggi, il tutto a fronte di costi incredibili”.

L’attacco all’Amministrazione regionale è frontale: “Riteniamo vergognoso che la Regione Abruzzo e il suo presidente non abbiano divulgato sul sito istituzionale tutte le carte disponibili di un intervento che a furia di cemento cambierà in peggio i connotati del territorio. Dopo aver visto gli elaborati l’unico motivo valido che potrebbe giustificare questo atteggiamento è che il presidente D’Alfonso abbia paura delle reazioni ad un progetto che pare disegnato per creare più danni possibili sotto tutti i punti di vista, massimizzando i ricavi del gruppo TOTO. Sta cercando forse di mettere tutti davanti al fatto compiuto mantenendo i cittadini all’oscuro di quanto si discute nelle segrete stanze?”

Di “serissima minaccia per l’Abruzzo” hanno parlato anche WWF, Legambiente, Pro Natura, FAI, Italia Nostra, Marevivo e Archeoclub, secondo cui il progetto del gruppo Toto rappresenterebbe “un’opera inutile e devastante per l’ambiente”.

“Il futuro dell’Abruzzo – rincara la dose il consigliere regionale del M5S Gianluca Ranieri - sarà condizionato da quest’opera che non porta alcun beneficio né ai cittadini delle aree interne né ai cittadini della costa che assisteranno a catastrofi ambientali, per non parlare dell’aumento del pedaggio già fortemente compromesso dalla gestione delle autostrade”.


di Marco Verri
redazione@viverepescara.it





Questo è un articolo pubblicato il 25-07-2016 alle 17:24 sul giornale del 26 luglio 2016 - 719 letture

In questo articolo si parla di ambiente, attualità, politica, pescara, Abruzzo, regione abruzzo, totò, vivere pescara, luciano d'alfonso, wwf abruzzo, M5S abruzzo, marco verri, articolo, forum abruzzese dell'acqua, gruppo toto, gianluca ranieri

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/azzf





logoEV