Bagni vietati sulla Riviera nord, mistero sulle cause. I balneatori: ‘Acque pulitissime da mezzo secolo’

2' di lettura 14/07/2016 - Un vero mistero: di fronte agli ultimi dati dell’Arta, nessuno, dai politici ai balneatori, riesce a darsi una spiegazione plausibile rispetto a quanto sta avvenendo nel tratto di mare a ridosso del confine con Montesilvano.

Se da un lato le ultime rilevazioni dell’Agenzia regionale promuovono tutti gli altri punti di campionamento del litorale cittadino, incluso la zona storicamente più critica compresa tra via Galilei e via Balilla, a sorpresa la non conformità arriva per l’ultimo tratto della Riviera nord, a ridosso della Rotonda delle Naiadi. La notizia ha lasciato di stucco non solo l’Amministrazione comunale, ma anche gli operatori commerciali e gli stessi pescaresi, abituati da quasi mezzo secolo a considerare proprio questa zona come tra le più ‘sicure’ dell’intera costa. Stando a questi ultimi rilevamenti, se per via Galilei e via Balilla (al secondo riscontro positivo consecutivo) è già partita la richiesta di revoca del divieto di balneazione, il sindaco a malincuore ha firmato il nuovo provvedimento che riguarda i 7 stabilimenti balneari interessati, dall'Ammiraglia a Le Naiadi.

“Il dato negativo è assolutamente inatteso – conferma il vicesindaco e assessore al Demanio Enzo Del Vecchio – perché si riferisce ad un punto di campionamento che ha sempre fatto registrare ottime acque di balneazione, con livelli di batteri prossimi allo zero, tanto che l’area è classificata come eccellente. E’ di tutta evidenza che l’anomalia è da ricercare, come stiamo facendo, in qualche interferenza in quell’area, visto che lì sfocia Fosso Mazzocco, e per questo siamo in contatto con il Comune di Montesilvano, territorio su cui il canale ricade, per organizzare verifiche a beneficio di entrambi i Comuni”.

In attesa dei risultati delle controanalisi disposte dall’Arta, disponibili nelle prossime 48 ore, nelle prime ore del pomeriggio Del Vecchio ha svolto un sopralluogo nella zona (foto), cercando di comprendere con l’aiuto dei tecnici del Comune le cause della situazione. “Il canale risulta completamente asciutto – sottolinea il vicesindaco - ed è dunque da escludersi come possibile fonte di inquinamento. Questa situazione rende ancor più inspiegabile il dato riscontrato dall’Arta e ora l’Amministrazione sta vagliando tutte le ipotesi, nessuna esclusa, per trovare il fattore scatenante”.

Sconcerto anche tra i balneatori, con Riccardo Padovano che ha parlato di fenomeno assolutamente anomalo. “In 45 anni di attività – spiega il consigliere comunale, leader del sindacato balneatori - non è mai accaduto che nella zona in questione ci fosse un divieto di balneazione. Qualcuno poteva pensare che fosse Fosso Mazzocco la concausa dei valori negativi rilevati dall’Arta, ma il fosso è secco, e a questo punto non resta che sperare che ci sia stato un errore”.






Questo è un articolo pubblicato il 14-07-2016 alle 18:30 sul giornale del 15 luglio 2016 - 715 letture

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