Fondi europei e disoccupati over 40, cosa fa la Regione Abruzzo? ‘Una valanga di chiacchiere’

5' di lettura 10/07/2016 - Da diversi mesi si fa un gran parlare di fondi europei per il lavoro, con tanto di ‘pioggia di milioni’ destinati alle categorie a rischio. In questo quadro un ruolo decisivo lo gioca la Regione Abruzzo, e proprio dalla Giunta guidata da Luciano D’Alfonso periodicamente arrivano roboanti annunci in merito alle politiche di sostegno rivolte ai disoccupati e ai settori più fragili della comunità.

Ultima in ordine di tempo è la ‘Fonderia Abruzzo’, battezzata in pompa magna dal Governatore Luciano D’Alfonso a Civitella del Tronto (nella foto), che almeno nelle intenzioni dovrebbe rappresentare il ‘Patto per lo Sviluppo’ per ottimizzare la programmazione dei fondi comunitari. Fatti due conti, si tratta di un progetto talmente ambizioso da spingere lo stesso D’Alfonso a parlare di ‘Cernobbio abruzzese’, con l’obiettivo dichiarato di favorire la nascita di 60mila opportunità di lavoro.

Dopo aver dato il giusto risalto a questa e altre iniziative simili, alla redazione di Vivere Pescara sono giunte diverse email da parte di lettori che chiedono in che modo questi fondi favoriscano concretamente l’occupazione, giovanile e non. Proclami a parte, almeno dando uno sguardo al sito della Regione dedicato alle politiche del lavoro, francamente appare difficile fornire una risposta. Tolta ‘Garanzia Giovani’, programma destinato agli under 30, per tutte le altre fasce resta poco o nulla.

“Ho perso il lavoro nel 2013 – scrive Piero, 40enne di Pescara -, e ormai da almeno due anni non faccio che leggere dichiarazioni di politici che annunciano vere e proprie ‘rivoluzioni’ per persone come me... Decine di milioni dall’Europa, programmi di reinserimento e tanto altro... Ma in concreto restano solo chiacchiere, una valanga di chiacchiere”.

Risultati? A quanto pare, oltre che spedire decine di curriculum al giorno (finora a vuoto) al nostro amico non resta molto altro. “L’anno scorso – racconta Piero - ho presentato una domanda per un progetto di reinserimento lavorativo indirizzato a disoccupati fino a 40 anni con reddito basso. Il programma era interessante, prevedeva un tirocinio retribuito e avendo i requisiti ho consegnato la domanda. Dopo oltre un anno, la struttura di Scerne che ha organizzato il tutto mi dice che per intoppi burocratici della Regione tutto è ancora fermo e probabilmente bisognerà rifare il bando. Peccato che in quel caso non avrò più 40 anni e tanto per cambiare resterei escluso”.

“Il centro per l’impiego non serve assolutamente a nulla se non a rilasciare certificati – prosegue il nostro lettore – mentre per quanto riguarda altri progetti il poco che c’è è rivolto esclusivamente ai giovani... se hai superato i 30 anni sei fuori da tutto, a quanto pare non solo dal mercato del lavoro, cosa che in sé è già grave, ma perfino dalle politiche e dai programmi dei nostri governanti”.

Cosa resta quindi di ‘fonderie’, fantomatici ‘ponti’ dall’Abruzzo all’Europa e di quelle decine di milioni da investire promessi ma mai pervenuti? “Sarei contento se qualcuno me lo spiegasse – conclude il lettore rispondendo alla nostra domanda -, visto che al centro per l’impiego, passato tra l’altro sotto l’amministrazione della Regione, non sanno fare altro che alzare le spalle e stampare certificati inutili. Perché non strutturare un Garanzia Giovani anche per persone di 40 o 50 anni, che a differenza dei ragazzi ormai sono tagliati fuori da tutto? I giovani hanno una vita intera davanti, e in molti casi hanno anche la possibilità di spostarsi altrove, magari all’estero. Cosa può fare un 40enne con bambini a carico?”

La questione è stata ripresa dai consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, che hanno commentato in modo decisamente polemico la passerella di D’Alfonso e compagnia a Civitella del Tronto. Iniziativa utile o si tratta solo delle solite chiacchiere? I pentastellati non hanno molti dubbi.

“La Fonderia, evento finanziato con fondi FSE, a detta degli organizzatori è destinato a rappresentare un laboratorio di idee”, scrivono Sara Marcozzi e Domenico Pettinari. “Ci sembra che il presidente D’Alfonso con questa iniziativa tenti di mettere riparo ai ritardi e alle inefficienze accumulate dalla Regione in tema di fondi europei”.

“Semplicemente consultando il sito della Regione Abruzzo – proseguono Pettinari e Marcozzi - è facile rilevare la mancanza di personale dedicato al tema dei fondi in generale. Riscontriamo che ruoli apicali e strategici per l’attuazione amministrativa dei fondi strutturali e per lo sviluppo della nostra Regione, sono di fatto ancora caselle vuote a distanza di 2 anni dall’insediamento di questa Giunta. E forse proprio per questo – ipotizzano i due consiglieri del M5S - la Regione è in fortissimo ritardo sulla redazione delle schede intervento relative ai fondi FESR e FSE, in grave danno delle imprese e dello sviluppo in generale”

“Ma dove sono gli avvisi promessi nell’ambito dei recenti comitati di sorveglianza organizzati a Pescara il 25 e 26 maggio 2016? Dove sono i piani attuativi pluriennali per avviare la spesa ed introdurre risorse finanziarie nel sistema imprenditoriale e sociale della Regione Abruzzo? A cosa è dovuto questo ritardo nell’uscita degli avvisi?”, incalzano gli esponenti pentastellati. “La Regione ‘facile e veloce’ sconta pesantissimi ritardi attuativi e, nonostante si sia optato per un’unica Autorità di gestione FSE/FESR nel periodo 2014 – 2020, siamo ancora fermi ai ‘Laboratori di idee’, fra l’altro, a nostro avviso, impropriamente finanziati”.

“La Regione – concludono - avrebbe dovuto utilizzare le risorse per informare i beneficiari dei fondi strutturali per l’Abruzzo (imprese, giovani, disoccupati, persone in stato di povertà) sull’avvio concreto degli interventi di entrambi i fondi, e non per quella che ci sembra essere solo una Leopoldina estiva: basti pensare che uno dei tavoli di discussione sarà ‘Riforme Costituzionali e Istituzionali’. Cosa c'entrano le riforme costituzionali con la comunicazione sui bandi del FESR e del FSE?”

Ai posteri l'ardua sentenza.






Questo è un articolo pubblicato il 10-07-2016 alle 10:45 sul giornale del 11 luglio 2016 - 1812 letture

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