Caritas fotografa l'immigrazione in Abruzzo: Pescara largamente sotto la media nazionale, boom di stranieri nelle scuole primarie

3' di lettura 06/07/2016 - ‘Che cosa ti è successo, Europa umanistica, paladina dei diritti dell’uomo, della democrazia e della libertà? Che cosa ti è successo, Europa terra di poeti, filosofi, artisti, musicisti, letterati? Che cosa ti è successo, Europa madre di popoli e nazioni, madre di grandi uomini e donne che hanno saputo difendere e dare la vita per la dignità dei loro fratelli?’.

Con queste parole lo scorso 6 maggio Papa Francesco aveva commentato l’assegnazione del Premio Internazionale Carlo Magno. “Si tratta di interrogativi duri e impegnativi – sottolinea il direttore generale della Fondazione Migrantes Gian Carlo Perego presentando la 25ma edizione del Rapporto Immigrazione -, che comunicano tutta la complessità del momento storico che stiamo vivendo, anche alla luce della ‘nuovissima era delle migrazioni’ caratterizzata da persone che ‘bussano alle porte dell’Europa’ in cerca non più e non solo di un lavoro, ma di protezione, perché in fuga da guerre, da disastri ambientali, da un mondo e un territorio in cui la vita è messa a rischio”.

Il Rapporto, curato dalla Caritas e dalla Fondazione Migrantes e basato esclusivamente su dati Istat, è stato presentato ufficialmente martedì 5 luglio a Roma. Anche quest’anno lo studio rappresenta un utilissimo strumento di lettura di uno dei fenomeni sociali più importanti e discussi della società contemporanea, sia a livello regionale che locale.

Ad una prima lettura, come evidenziato nel corso della presentazione, i numeri parlano di stabilità, anche se in alcune regioni si evidenziano i primi segnali di un calo della presenza straniera. Gli stranieri presenti in Italia al 1 gennaio 2015 sono infatti 5.014.437 (52,7% donne), pari a circa l’8% dei residenti, dei quali oltre un quarto vive nelle regioni centrali (1.275.845). La tanto temuta ‘invasione’ che qualcuno paventava dopo gli sbarchi dello scorso anno, non trova dunque riscontro nei numeri. “Molti di coloro che sono giunti via mare hanno lasciato il nostro Paese – spiegano gli autori dello studio - mentre solo una parte residuale ha chiesto l’asilo”. Al contrario, sono altri i Paesi che nel corso del 2015 hanno visto crescere sensibilmente la popolazione straniera, a partire da Germania e Gran Bretagna.

In questo quadro, sempre a livello nazionale i Paesi più rappresentati sono Romania (22,6%), Albania (9,8%) e Marocco (9%). Significativa la distinzione tra italiani e stranieri per quanto riguarda il mondo del lavoro: dai dati Istat risulta infatti occupato il 58% degli stranieri e appena il 41,9% degli italiani.

Confrontando questi numeri con quelli relativi alla regione Abruzzo, e in particolare con la provincia di Pescara, scopriamo come l’incidenza totale di stranieri rispetto alla popolazione complessiva risulti decisamente più bassa rispetto al valore nazionale (86.245 stranieri residenti su 1.326.513 abitanti, ovvero 6,5 su 100), con una presenza femminile più consistente (54,6%). A Pescara e provincia gli stranieri sono 17.753 (5,5 residenti su 100, di cui quasi il 60% donne). Anche nella nostra regione è la Romania il Paese più rappresentato, e in questo caso i dati evidenziano un significativo scarto rispetto al riferimento nazionale (31,3%). Gli stessi albanesi in proporzione sono molti di più (15,9%), mentre le altre nazionalità risultano distribuite in modo più omogeneo.

Guardando alla situazione occupazionale, in Abruzzo come nel resto d’Italia lavora la maggioranza degli stranieri (55,7%), mentre i connazionali ‘attivi’ sono sotto il 40% della popolazione (39,5%). Interessante infine il dato relativo alle scuole, che mostra come gli alunni con cittadinanza non italiana nell’anno scolastico 2014-2015 siano pari al 33,1% del totale nelle scuole primarie e poco più di 1 su 5 nelle scuole dell’infanzia e nelle secondarie.

La sintesi completa del Rapporto e altro materiale per approfondimenti sono disponibili su www.caritas.it e www.migrantes.it










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