Il collegamento ferroviario Pescara-Roma è un disastro, alla faccia del nuovo ‘treno veloce’. Interrogazione di Melilla: ‘Più lenti di mezzo secolo fa’

2' di lettura 28/06/2016 - Chi ha avuto modo di viaggiare anche una sola volta sul treno che collega Pescara alla capitale, sa benissimo di cosa si tratta, e difficilmente l’esperienza viene ripetuta: paesaggio incantevole, atmosfera d’altri tempi, ma anche ritardi colossali e tempistiche inaccettabili per le esigenze dei viaggiatori.

Tutto questo, che inevitabilmente induce a ripiegare sugli efficientissimi autobus che coprono la tratta, sarebbe dovuto finire il 12 giugno 2016, ovvero un paio di settimane fa. Per quella data, infatti, sarebbe dovuto partire ufficialmente il nuovo ‘treno veloce’, in grado di soddisfare le richieste dell’utenza e rilanciare il collegamento ferroviario tra Pescara e Roma.

La realtà, invece, dice ben altro, tanto che l’Osservatorio della mobilità di Federconsumatori Abruzzo ha parlato di “tempi di percorrenza inaccettabili”, che finiscono per penalizzare soprattutto i pendolari. I numeri, forniti dal parlamentare pescarese Gianni Melilla, sono impietosi: “I dati rilevati mostrano un ulteriore rallentamento della marcia: prima del cambio d'orario (12.06.2016) il treno 23673 partiva da Pescara alle ore 6.15, per arrivare a Roma alle 9.59; oggi parte alla stessa ora per arrivare alle 10.04 ( + 5'). Il treno 23679 – prosegue Melilla - partiva alle 9.22 e arrivava a Roma alle 12.59; oggi parte alle 9.21 per arrivare alle 13.06 (+8'). Infine, il treno 23685 lasciava Pescara alle ore 14.06 per giungere a Roma alle 17.59; dopo il cambio dell'orario invece arriva alle 18.04, pur partendo alla stessa ora (+5')”.

Da qui, la decisione di presentare una interrogazione al Ministro dei Trasporti, nella quale l’on. Melilla chiede “se corrisponda al vero la decisione di un treno veloce nella tratta Pescara-Roma, e quali iniziative intenda assumere nei confronti di Trenitalia per le scelte di penalizzazione dell'utenza abruzzese”.

Per raggiungere in treno la capitale nel lontano 1970 occorrevano 3 ore e 3 minuti. Ora, dopo quasi mezzo secolo, ci si mette molto tempo in più. Basterà per smuovere qualcuno al ministero?

“Siamo perfettamente consapevoli di ciò che abbiamo ereditato – ribatte il consigliere regionale con delega ai Trasporti Camillo D’Alessandro - ma anche dei cambiamenti che stiamo seminando e che costituiranno la vera svolta insieme alla sanità: un’autentica riforma della mobilità. Sottoscrivendo il nuovo contratto con Trenitalia – prosegue D’Alessandro -, che sostituirà quello precedente, abbiamo preteso di non essere più trattati come regione-Fontamara, ottenendo un collegamento veloce con Roma (3 ore e 10 minuti da Pescara) capace di soddisfare anche le esigenze della Marsica".

"Ovviamente - conclude il consigliere - bisogna attendere il termine dell’accordo precedente, ma da dicembre tutto questo sarà superato grazie al nuovo contratto-ponte che prevede investimenti per nuovi treni su tutto il territorio regionale e penalità per ritardi e disservizi. Tra sei mesi si cambia marcia”.










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