Sversamento liquami, scatta nuovo divieto di balneazione. Sospiri si appella al Parlamento: ‘Dai Caraibi alla fogna in 48 ore, è un balletto ridicolo’

2' di lettura 20/06/2016 - Ci mancava solo il maltempo per rendere ancora più ingarbugliata una situazione da cui la città rischia seriamente di non uscire più: a causa delle abbondanti piogge di ieri (domenica 19 giugno, n.d.r.) l’ACA ha comunicato all’Amministrazione comunale lo sversamento di liquami nel fiume.

Da qui, la decisione da parte della Giunta di correre ai ripari, predisponendo una ordinanza che vieta la balneazione per 48 ore dalla fine dello sversamento.

Il provvedimento sarà in vigore per il tratto di viale Muzii, visto che su via Galilei e via Balilla già vige il divieto. “In attesa dell’ordinanza – ha fatto sapere il vicesindaco Enzo Del Vecchio -, che sarà firmata a breve completa dei dati in arrivo dall’ACA, la Polizia Municipale sta avvisando a voce gli stabilimenti balneari che si trovano nel tratto interessato”.

La notizia giunge a poche ore dall’ultima puntata dello stucchevole ‘valzer’ sulla balneazione, con gli ultimi dati dell’Arta che di fatto avevano spianato la strada alla cancellazione dei divieti (link articolo).

Anche se in questo caso, trattandosi di maltempo, la decisione dell’Amministrazione è dovuta ad un evento accidentale, lo stucchevole ‘balletto’ ha dato nuovo vigore alle polemiche. “Porteremo il ‘giallo’ della balneazione in Parlamento – annuncia il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Lorenzo Sospiri -, chiederemo all’onorevole Di Stefano e al senatore Gasparri di sottoporre il ‘caso’ al Ministro dell’Ambiente attraverso un’interrogazione per capire cosa stia realmente accadendo al nostro litorale”.

“Dopo due anni – prosegue Sospiri – siamo di fronte a un balletto di dati che sta sfiorando il ridicolo, quindi intendiamo proporre il commissariamento dell’intera vicenda, con l’affidamento dei campionamenti a un Ente di competenza extraregionale diverso dall’Arta di Pescara-Chieti. Abbiamo assodato che la vera causa del problema è la mancata apertura della diga foranea, quindi, stante la diga foranea sempre al suo posto, non è giustificabile che un giorno il mare di Pescara sia di qualità minerale, e il giorno dopo sia una cloaca. La situazione non è chiara e, vista l’incapacità dimostrata dalle giunte D’Alfonso-Alessandrini a restituire trasparenza, è ovvio che dovremo ricorrere ad Autorità superiori”.

“I pescaresi sono sconcertati – attacca ancora l’esponente di FI - lo sono i bagnanti, lo sono i balneatori, lo sono gli operatori del turismo, e lo siamo anche noi: due giorni fa il mare di Pescara era peggio di una fogna, quarantotto ore dopo è diventato stile Caraibi. Una altalena che, dopo quanto accaduto lo scorso anno, ovvero lo sversamento di 30 milioni di litri di liquami che il sindaco ha volutamente tenuto nascosto ai cittadini, mentendo persino dinanzi a un giudice, salvo poi ritrattare, ha avuto un solo effetto: scatenare la fuga dalle nostre spiagge”.