Nel Capannone della Tiburtina per raccontare gli ‘ultimi’: ‘Un fiore per rinascere in questo schifo, ecco come siamo finiti qui’

1' di lettura 10/06/2016 - In quest’angolo nascosto della città ci sono loro, gli ‘invisibili’, quelli che il resto del mondo non vede, o fa finta di non vedere. A muoversi come ombre nell’area del ‘Capannone’ sono tossici, senza fissa dimora, giovani e meno giovani presi a calci dalla vita e finiti proprio qui, sulla Tiburtina, a due passi dal quartiere Rancitelli.

Di questa presenza silenziosa si sta occupando Andrea D’Emilio, presidente dell’associazione culturale Clemente De Caesaris e vero ‘motore’ del gruppo Rivoluzioniamo Rancitelli. Da sempre in prima linea rispetto alle problematiche più controverse che tormentano la città, D’Emilio, accompagnato da Luigi Milardi e Valentina Natarelli, ha realizzato un servizio in cui due ‘protagonisti’ di questo mondo dimenticato raccontano sogni, speranze e dolori di una vita che ha preso una piega inaspettata.

“Il Capannone si trova a Pescara, sulla Tiburtina, tra il Conad e il distributore Erg”, riferisce D’Emilio. “Ci vado tutti i giorni, come presidente della Clemente De Caesaris, che porta avanti Rivoluzioniamo Rancitelli, movimento di lotta fondato con la vicepresidente Erica Greco”. “Venite a scoprire il Capannone – conclude - c'è bisogno di ognuno di noi e ognuno di noi potrà imparare tanto dal Capannone”.

Il servizio è disponibile qui: