Lungomare ‘assediato’ dai senegalesi: tra disagi e proteste, cronaca di un’invasione che non c’è

3' di lettura 07/06/2016 - Orfani del mercatino, smantellato dopo oltre 20 anni dall’Amministrazione di centrosinistra, come prevedibile nelle ultime settimane decine, forse centinaia di ambulanti senegalesi si sono riversati nella zona del lungomare, prendendo letteralmente d’assalto gli stabilimenti.

La situazione a quanto pare sta creando non pochi disagi a balneatori e bagnanti, anche se i più arrabbiati in questo caso sono soprattutto loro, ovvero i rappresentanti della comunità senegalese, privati di un punto di aggregazione che certo non era solo commerciale e lavorativo, e mandati allo sbaraglio tra riviera ed ombrelloni pur di racimolare qualcosa per vivere. Allo sbocciare dell’estate, non mancano situazioni paradossali come quelle registrate proprio sul lungomare, quando il frequente (?) e improvviso (??) passaggio dei vigili scatena un fuggi fuggi generale. Peccato che dopo 5 minuti tutto torni come prima, in un gioco delle parti che spesso assume sfumature grottesche.

In questo scenario, dove domina la rabbia e l’insoddisfazione, cittadini, balneatori, ambulanti e forze dell’ordine rischiano di finire 'tutti contro tutti', incendiando un’estate che - almeno per ora - stenta a decollare. In attesa delle prossime mosse del sindaco, che punta a sistemare i senegalesi nel terzo sottopasso della stazione, il tema del ‘razzismo’ la fa da padrone sui giornali e nelle discussioni dei pescaresi, tuttavia non sempre sono ben chiare le reali dimensioni del fenomeno.

A fare un po’ di chiarezza ci ha pensato il quotidiano La Stampa, che proprio stamattina ha pubblicato un interessante approfondimento sulla presenza degli stranieri delle città italiane (link articolo).

Stando all’analisi di Davide Mancino, riportata sul quotidiano torinese, nella percezione comune ci sarebbe un evidente sovradimensionamento della presenza straniera. “Se allarghiamo lo sguardo alle altre nazioni d’Europa – scrive il data journalist - non c’è ragione per pensare che gli immigrati in Italia abbiano raggiunto un numero eccessivo. Al contrario, secondo i dati Eurostat il nostro è uno dei Paesi in cui ce ne sono meno. Escludiamo pure Austria, Irlanda, Svezia o Belgio - luoghi in cui nel 2014 si supera il 15% dell’intera popolazione, ma probabilmente troppo diversi per fare un paragone sensato. Anche così Spagna, Regno Unito, Germania e Francia presentano una quota di persone nate all’estero assai più ampia dell’italiana: circa tre punti percentuali, ovvero qualche milione di persone di differenza”.

In sostanza, almeno stando a questo studio, l’invasione non c’è, e soprattutto nelle città di medie dimensioni come Pescara l’incremento è decisamente contenuto. Dal 2012 al 2015 (fonte Istat) nel capoluogo adriatico la comunità straniera complessivamente è passata da 4123 a 5937 unità, con una forte prevalenza di cittadini comunitari. I senegalesi, in questo senso, occupano solo una piccolissima fetta, con appena 396 rappresentanti. Se pensiamo che si tratta di una delle prime comunità insediate nel territorio, con una presenza ormai quasi trentennale, risulta evidente come i numeri in questione siano tutt’altro che allarmanti.

Al contrario, se è vero che la tanto temuta ‘invasione’ nei fatti non esiste, è altrettanto vero che sul problema incombono pesanti interrogativi di ordine sociale e politico, a partire dalla mancata definizione del rebus per eccellenza, ovvero il ‘mercatino etnico’. E proprio qui gli amministratori locali sono chiamati ad intervenire con la massima urgenza, pena il sorgere di tensioni che non appartengono alla tradizione culturale pescarese.






Questo è un articolo pubblicato il 07-06-2016 alle 10:20 sul giornale del 08 giugno 2016 - 1632 letture

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