Elezioni comunali, i politici non si smentiscono mai: hanno vinto tutti, tanto per cambiare

3' di lettura 07/06/2016 - Solito teatrino all’indomani delle elezioni amministrative in 11 Comuni della provincia di Pescara: chiamati ad esprimere un parere sull’andamento della consultazione, tutti i partiti, praticamente senza eccezione, cantano allegramente vittoria, ratificando con altrettanta sicurezza il tracollo delle parti avversarie.

Visto che nessuno dei Comuni della provincia interessati supera i 15mila abitanti, almeno in teoria il primo turno dovrebbe essere sufficiente a decretare vincitori e vinti. Ma dato che parliamo di politica, la realtà è un’altra: chiuse le urne e ufficializzati i risultati (link articolo), ovviamente nessuno vuol sentire nominare la parola ‘sconfitta’.

Si parte con il Partito Democratico, che per bocca del segretario regionale Marco Rapino fa sapere che “gli elettori hanno premiato il PD, i suoi candidati a sindaco, le liste, le proposte fatte per le città e i piccoli Comuni”. Con tanti saluti a chi, dopo le elezioni, aveva parlato di tramonto del partito di Renzi e D’Alfonso. E che dire quindi dei tanti Comuni dove il PD ha ceduto di schianto? “Lì dove abbiamo avuto difficoltà – precisa Rapino - è perché è venuto a mancare il sostegno dei nostri elettori a causa di problemi locali e delle divisioni all’interno del gruppo dirigente”. A buon intenditor...

Di parere nettamente contrario sono i partiti del centrodestra, anch’essi ansiosi di sbandierare ai quattro venti un trionfo annunciato: da Lorenzo Sospiri (“Il centrodestra c’è e l’esito delle elezioni amministrative nella provincia di Pescara lo ha dimostrato con una promozione a pieni voti: la conferma dei sindaci di Picciano, Collecorvino e Civitella Casanova è la prova dell’ottimo lavoro svolto sul territorio da chi ha saputo e saprà ben amministrare”) a Carlo Masci (“Le vittorie ottenute nei Comuni di Penne e Manoppello, oltre alla riconferma di tutti i sindaci appoggiati da liste civiche vicine al centrodestra, rappresentano un tassello importante per il rilancio della coalizione in Abruzzo, che quando corre unita è imbattibile”), la solfa è sempre la stessa, e tutti rivendicano il successo nella tornata elettorale.

Non fa eccezione neanche il Movimento 5 Stelle, secondo cui “Anche in Abruzzo l’aria di cambiamento tira forte e, a dispetto dei detrattori e di quanti parlano ancora di voto di protesta, il M5S cresce e si conferma per il lavoro svolto e per i contenuti”.

A decretare il tramonto definitivo del vecchio centrosinistra ci pensa invece Maurizio Acerbo, che a dispetto delle rassicuranti parole di Rapino parla di “crisi irreversibile del dalfonsismo”. “Salutiamo con grande soddisfazione l’elezione del nostro compagno Riziero Zaccagnini a sindaco di Tocco da Casauria", spiega l’ex parlamentare di Rifondazione comunista. "Già defenestrato da una congiura ordita dal vecchio sistema di potere PD-ACA, dopo 5 anni di fallimentare amministrazione del PD Zaccagnini ha vinto di nuovo. E’ indubbio - conclude Acerbo - che il dalfonsismo è già spompato e in crisi”.

Da destra a sinistra, passando per il centro, il grido di tutti in definitiva è uno solo, con buona pace di elettori e cittadini scontenti: ‘Abbiamo vinto!’










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