Uccise il figlio di 5 anni: assolto

1' di lettura 10/02/2016 - E’ passato un anno e mezzo dalla terribile notte in cui Massimo Maravalle (foto), tecnico informatico di 48 anni, soffocò con un cuscino il figlio adottivo Maxim. Dopo l’arresto e alcune settimane passate in carcere, l’uomo trascorse circa un anno presso una struttura annessa all’ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa.

La parola fine a questa tragica vicenda l’ha messa ieri il tribunale di Pescara, che ha assolto Maravalle in quanto ‘non punibile’ perché ritenuto incapace di intendere e volere al momento dell’assassinio del piccolo.

Maravalle, condannato ad un anno di reclusione (pena sospesa) per falso in concorso in riferimento all’omessa dichiarazione della sua patologia psichiatrica quando richiese l’adozione di Maxim, sarà anche sottoposto ad un regime di libertà vigilata per i prossimi 10 anni.

Determinante per arrivare all’assoluzione è stata la perizia dello specialista nominato dalla Procura, Renato Ariatti: stando al parere dello psichiatra bolognese, già noto alle cronache nazionali per essersi occupato del caso di Annamaria Franzoni, il 48enne originario di Pineto non sarebbe più pericoloso, e al momento dell’omicidio era del tutto inconsapevole di quanto stava avvenendo.

Come emerse subito dopo il delitto, l’uomo soffriva da anni di una grave forma di psicosi, tenuta sempre sotto controllo grazie all’assunzione di farmaci. La sospensione della cura farmacologica, decisa autonomamente, avrebbe scatenato il caos nella testa di Maravalle, portando ai tragici fatti del 18 luglio 2014.

L’ex tecnico informatico, che è tornato a vivere con la moglie nella stessa abitazione di via Petrarca in cui avvenne l’omicidio, dovrà inoltre recarsi obbligatoriamente per due giorni alla settimana presso il centro di salute mentale di Pescara.






Questo è un articolo pubblicato il 10-02-2016 alle 10:39 sul giornale del 11 febbraio 2016 - 453 letture

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