Ryanair ci ripensa? ‘Restiamo a Pescara, ma giù le tasse’

1' di lettura 07/02/2016 - ‘Se il governo rivedesse le sue decisioni siamo pronti anche noi a rivedere la nostra posizione’: con questo annuncio Ryanair ha aperto importanti spiragli dopo la decisione di chiudere la base operativa di Pescara. (nella foto: l'amministratore delegato della compagnia irlandese Michael O'Leary)

L’eventuale marcia indietro, invocata in questi giorni da più parti, arriverebbe solo nel caso in cui il governo decidesse di cancellare il programmato aumento delle tasse aeroportuali. Oltre a Pescara, in ballo c’è anche il futuro degli scali di Alghero e Crotone.

La replica all’invito di Ryanair arriva dal Ministero dei Trasporti: "Sono allo studio varie ipotesi per la riduzione della tassa”, si legge in una nota. Lo stesso Ministero però precisa che "le minacce di interruzione dei servizi non sono utili a trovare una soluzione".

In particolare, oggetto della discussione è l'addizionale sui diritti di imbarco dei passeggeri, prevista da oltre dieci anni dalla legge 350 del 2003, e di recente aumentata da 6,5 a 9 euro per persona.

Nel frattempo, nella riunione convocata d'urgenza dal presidente della Regione Abruzzo è emersa la volontà da parte di tutti i soggetti interessati a fare il possibile per mantenere l’utilizzo dell’infrastruttura ai livelli attuali. “Intendiamo confermare l’operatività in essere nello scalo regionale – ha spiegato Luciano D’Alfonso – nel rispetto dei vincoli di bilancio e delle normative italiane ed europee. E’ nostra intenzione avviare trattative anche a livello governativo e comunitario per evitare qualsiasi disimpegno dalle rotte che interessano l’Abruzzo. A breve chiederò un incontro ai vertici della Ryanair”.










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