Ryanair: muore il sogno, scoppia la tempesta - E' bufera, ma Alessandrini si difende: ‘Il Comune non c’entra nulla’

4' di lettura 03/02/2016 - A poche ore dal clamoroso annuncio della Saga, che ha reso ufficiale l’imminente smobilitazione della base pescarese da parte di Ryanair, fioccano le reazioni politiche e in molti puntano il dito contro le amministrazioni locali.

Il primo sasso è stato scagliato dal gruppo consiliare del Nuovo Centrodestra, che ha chiesto la convocazione urgente di un vertice alla presenza di tutti i capigruppo del Comune, dei vertici della Saga e di Luciano D’Alfonso. “E’ fondamentale capire cosa sia accaduto tra la Saga e la società irlandese – avverte Guerino Testa di NCD - in quanto se la decisione di Ryanair dovesse essere confermata, dato che la compagnia gestisce circa l'80% dei voli in entrata ed in uscita, per lo scalo abruzzese sarebbe una mannaia incredibile”.

Il primo a lanciare l’allarme poco prima della conferma ufficiale dell’abbandono era stato Armando Foschi, ex assessore della Giunta di centrodestra. “La Saga – commenta Foschi - ha dovuto far cadere il velo e confermare i nostri sospetti: Ryanair lascia Pescara, chiude la base operativa, smantella il personale e toglie l’aeromobile. Quello che Saga non rivela ancora sono le ragioni che si celano dietro tutto ciò, perché non è credibile pensare che tutto dipenda dal pagamento delle addizionali comunali, una tassa sempre esistita e che Ryanair non avrebbe versato negli anni perché andava in compensazione con le somme a credito della stessa Saga. Se fosse quella la reale causa, sarebbe ancora più grave da parte della Regione, del Comune e della Saga, in quanto sarebbe la prova inconfutabile dell’incapacità del PD di governare il nostro territorio”.

Non mancano reazioni anche dal mondo imprenditoriale, con l’appello lanciato da Confcommercio: “La Regione Abruzzo – si legge in una nota dell’associazione - deve fare chiarezza sulla vicenda convocando subito un tavolo per definire le strategie per lo sviluppo dell’aeroporto. Ribadiamo che lo sviluppo economico del nostro territorio passa indissolubilmente dall’implementazione di un sistema di trasporti efficiente e che in tale ottica il Governatore deve dare indirizzi certi alle imprese”.

La replica ufficiale arriva per bocca di Cristina Gerardis, direttore generale della Regione Abruzzo: “L’annuncio di Ryanair – spiega il dirigente - fa parte di una strategia di livello nazionale della compagnia irlandese, che ha comunicato anche la chiusura della base di Alghero e la sospensione di tutti i voli da Crotone. Ci sono tutti i margini per ‘rivalutare le decisioni assunte’, come dichiarato dal vettore low cost, ma una cosa deve essere chiara: la Regione Abruzzo ha un disavanzo di 538 milioni da colmare e la Saga perde annualmente circa 6 milioni. Dunque è necessaria una svolta che tenga conto di tre esigenze imprescindibili: di bilancio, di costituzionalità e delle normative comunitarie”.

“La Giunta D’Alfonso – prosegue Gerardis - sta lavorando alacremente insieme alla Saga per un rinnovamento nella conduzione dell’Aeroporto d’Abruzzo e per trovare soluzioni sostenibili: è stata avviata la ricerca di vettori interessati a operare sul nostro scalo e ci sono già stati contatti e incontri in tal senso. Inoltre è in preparazione una rivoluzione a 360 gradi nel modo di proporre l’Abruzzo come destinazione turistica, e il 2016 sarà l’anno in cui verranno gettate le basi per un cambio di rotta deciso e decisivo”.

Infine, a fare luce sulla questione delle ‘addizionali comunali’ citate da Ryanair per motivare la decisione, interviene lo stesso sindaco Marco Alessandrini. “Mi preme sottolineare che tale dicitura non si riferisce a imposte dovute o versate a questa Amministrazione comunale dalla compagnia – precisa il Primo Cittadino -, che non risultano in nessuna voce di bilancio. L'auspicio è dunque quello di rivolgere l'attenzione su tale decisione agli interlocutori che possono avere parola e competenza in merito, fra cui sicuramente non c'è il Comune di Pescara, dal momento che parliamo dell'addizionale sui diritti di imbarco dei passeggeri, prevista da oltre dieci anni dalla legge 350 del 2003, e di recente aumentata da 6,5 a 9 euro per persona”.











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