Gaffe-bis dell’assessore Sclocco, Bracco all’assalto: ‘Dopo la Valle d’Aosta, Abruzzo confuso con l’Emilia-Romagna’

2' di lettura 03/02/2016 - Nonostante siano passati circa 18 mesi, è ancora fresca nella mente di molti la clamorosa polemica che vide protagonisti alla Regione l’assessore alle Politiche sociali Marinella Sclocco e il consigliere (all’epoca nel M5S, oggi indipendente) Leandro Bracco. (nella foto: Federico Fellini, volto simbolo della regione citata erroneamente dalla Sclocco)

Al centro della stucchevole querelle, un presunto caso di ‘copia incolla’, che avrebbe portato l’assessore a copiare pari pari la bozza del programma operativo regionale del FSE già elaborata da altri, tanto da arrivare a inserire nel testo il termine ‘valdostani’ per indicare i corregionali abruzzesi.

Una gaffe inizialmente sfuggita ai più, ma non all’agguerrito consigliere regionale Leandro Bracco, che dopo la pubblicazione del documento sul Bura andò su tutte le furie, bollando come ‘incompetente’ la collega e chiamando in causa perfino i burocrati di Bruxelles (destinatari ultimi del testo) e il Governatore Luciano D’Alfonso.

Dopo le accuse di “plagio e sciatteria”, la richiesta di chiarimenti (e relative dimissioni), la bonaria ‘reprimenda’ del Faraone e la parziale ammissione della Sclocco, che parlò semplicemente di "errore tecnico", ora siamo punto e a capo: la novità è che stavolta a rimpiazzare l’Abruzzo sui documenti ufficiali non ci sarebbe più la lontana regione alle falde del Monte Rosa, bensì l’Emilia-Romagna.

“In Commissione Politiche europee e internazionali, di cui sono vicepresidente – racconta il consigliere - ho avuto l’ennesima dimostrazione sul fatto che le quote rosa siano la più grande bestemmia che una classe politica abbia mai potuto partorire. Marinella Sclocco, assessore alle Politiche sociali, dopo essersi resa protagonista, poco più di un anno fa, di una clamorosa gaffe, ha concesso il bis. Ho infatti scoperto che all’articolo 8 della relazione della sua proposta di legge numero 194 che riguarda l’economia solidale, compare scritto L’articolo 8 illustra le attività dell’Osservatorio dell’economia solidale dell’Emilia-Romagna…”

“Dopo il mio intervento – prosegue Bracco - la maggioranza si è trincerata in un imbarazzante silenzio e il presidente della Commissione non ha potuto far altro che rinviare ad altra seduta la proposta di legge”.

“In un Paese normale – chiosa l’ex pentastellato - Sclocco sarebbe costretta ad alzare i tacchi e lasciare l’assessorato, ma D’Alfonso non potrà mai rimuoverla dal suo incarico. Il motivo? E’ una donna e la legge prevede obbligatoriamente la presenza di una persona nata femmina in Giunta”.

Se quindi da un lato non conterebbero affatto “competenza e preparazione”, l’unico principio valido secondo Bracco sarebbe unicamente il sesso, con conseguenze “da psichiatria”.

Come risponderà stavolta il distratto assessore? Per Leandro Bracco non ci sono dubbi: “Vi do appuntamento alla terza puntata: dopo la ridente Valle d’Aosta e la godereccia Emilia-Romagna, è ora di fare una capatina nell’Italia del Sud…”






Questo è un articolo pubblicato il 03-02-2016 alle 09:46 sul giornale del 04 febbraio 2016 - 702 letture

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