Ryanair saluta Pescara? E’ giallo sull’addio della compagnia low cost

3' di lettura 02/02/2016 - Passano i giorni, mancano le risposte e così si infittisce sempre più il giallo intorno al possibile divorzio tra l’Aeroporto d’Abruzzo e Ryanair, la compagnia aerea regina dei voli low cost.

Le voci che circolano in questi giorni parlano della presunta intenzione degli attuali dirigenti dello scalo pescarese di dismettere il rapporto con la compagnia irlandese, partendo da una progressiva riduzione dei voli, fino ad arrivare all’addio definitivo, che secondo molti sarebbe già fissato al prossimo mese di novembre.

La situazione, per la verità sempre più ingarbugliata, ha sollevato un certo malumore tra diversi esponenti politici locali, e a farsi portavoce di dubbi e sospetti è Armando Foschi, ex assessore del Comune di Pescara e attualmente leader del movimento ‘Pescara Mi Piace’.

“Sembra che i vertici della compagnia – riferisce Foschi -, non riuscendo a dialogare con la Regione Abruzzo, siano pronti a chiudere la base nel capoluogo adriatico. Da mesi continuiamo a denunciare una gestione drammatica dello scalo d’Abruzzo – ricorda l’ex assessore -, e ormai la Saga non riesce a produrre utili, forse aumenta il numero dei passeggeri, ma ha chiuso il bilancio al 31 dicembre 2014 con una perdita di 7 milioni e 740 mila euro”.

“Il 26 gennaio 2015 – prosegue - la Regione ha deciso una nuova ricapitalizzazione, per 7 milioni di euro, dopo che già la ricapitalizzazione del 2014 era stata dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale. Sperando di bypassare tale inghippo, il Governo D’Alfonso si è inventato una nuova ‘ricapitalizzazione come aiuto al funzionamento dello scalo’, che però non è prevista dalle normative europee, com'è noto contrarie ai cosiddetti aiuti di Stato”. “In ogni caso – conclude Foschi - le continue iniezioni di denaro, mascherate sotto la parvenza delle ‘ricapitalizzazioni’, non salveranno i conti, visto che la Saga fa acqua da tutte le parti”.

Da qui nascerebbe anche il possibile abbandono dello scalo da parte di Ryanair, che dal 2001 ha di fatto consentito l’aumento esponenziale dei passeggeri stabilendo rotte con le principali capitali europee. Sempre secondo le voci che circolano in città, suffragate dallo stesso Armando Foschi, il sospetto è che l’attuale governance della Saga, con l’avallo della Regione Abruzzo, abbia deciso di rompere la partnership per buttarsi nel mercato, tentando magari la carta del clamoroso rientro di Alitalia.

Non si è fatta attendere la replica della Regione Abruzzo: “Abbiamo un’idea precisa della funzione e dell’importanza dell’aeroporto – spiega Camillo D’Alessandro, coordinatore della maggioranza con delega ai trasporti -, che rappresenta la più grande infrastruttura regionale al pari del porto di Ortona. Nel merito della attività di riprogrammazione e dunque del futuro dell’aeroporto, la nostra idea è quella di collegare l’Abruzzo ai principali aeroporti hub da cui poi si può raggiungere qualsiasi destinazione, conservando allo stesso tempo la possibilità di voli diretti. In questo senso si sta lavorando per quanto riguarda i possibili contratti da sottoscrivere”.

“Di fronte a noi – sottolinea D’Alessandro - abbiamo tre vincoli con i quali fare i conti e che si traducono tutti in una sola frase: rispetto della legge. Primo vincolo è quello di bilancio: la contribuzione da parte delle casse regionali deve essere sostenibile, cioè vera e non tale da creare ogni volta problemi anche in ordine alla legittimità del trasferimento. Poi c’è il vincolo europeo, ovvero i limiti imposti dall’Europa sugli aiuti di Stato. Infine c’è la legittimità costituzionale, collegata al vincolo precedente circa gli interventi normativi di contribuzione o ricapitalizzazione della Saga”.







Questo è un articolo pubblicato il 02-02-2016 alle 12:24 sul giornale del 03 febbraio 2016 - 632 letture

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