D'Annunzio sparisce anche dalle transenne, scoppia la polemica: ‘Furia iconoclasta del sindaco, ha usato lo sbianchetto!’

2' di lettura 01/02/2016 - Dopo oltre un anno, torna alla ribalta delle cronache cittadine l’ormai famosa questione del ‘logo dannunziano’, promosso dalla vecchia Giunta di centrodestra e spazzato via dall’amministrazione guidata da Marco Alessandrini.

L’ultima novità riguarda la presunta ‘sparizione’ del logo dalle transenne della città (nella foto). La denuncia arriva da Armando Foschi, ex assessore dell’esecutivo di Albore Mascia.

“La furia iconoclasta del sindaco Alessandrini non conosce limiti – tuona Foschi -, da sabato pomeriggio ha ufficialmente ordinato all’Ufficio Manutenzioni del Comune di cancellare da tutte le transenne della città il logo ‘Pescara Città Dannunziana’, obbligando gli operai a fare gli straordinari per ritirare le stesse transenne già posizionate per la domenica ecologica, far sparire il logo e riposizionare le strutture”.

Secondo l’esponente dell’associazione ‘Pescara – Mi piace’, si tratta di “una decisione vergognosa, che mira inutilmente a cancellare l’opera di chi ha preceduto la disastrosa amministrazione Alessandrini”.

“Se il sindaco pensa così di cancellare 5 anni del governo di centrodestra, nel tentativo di non far notare le proprie incapacità politico-amministrative – prosegue Foschi -, possiamo dirgli che ha già fallito. Un Primo Cittadino dovrebbe preoccuparsi di emergere attraverso la propria attività, attraverso le proprie proposte progettuali e amministrando nell’interesse del territorio. Alessandrini verrà invece ricordato come il sindaco dei disastri, quello delle tasse al massimo, dell’emergenza balneazione, delle ordinanza fantasma, dell’emergenza smog, delle targhe alterne, dei progetti naufragati, e, sicuramente, come il sindaco anti-dannunziano per eccellenza”.

“Appena insediato – ricorda l’ex assessore - la sua prima preoccupazione fu quella di imporre a tutti i tassisti della città di togliere il logo di Pescara Città Dannunziana, ovvero il volto del Vate tra due cornucopie, e questo solo perché era stato ideato e introdotto dal precedente governo di centrodestra. Una decisione sintomo di un chiaro disagio personale e senso di inadeguatezza, oltre che un’offesa nei confronti di uno dei personaggi simbolo di Pescara e dell’Italia intera. Oggi, non pago dei disastri combinati in appena 19 mesi di governo, il sindaco-fantasma ne ha messa a segno un’altra delle sue: in preparazione delle domeniche ecologiche si è accorto, dopo 19 mesi di governo, che il logo si trova anche sulle transenne stradali, utilizzate per impedire la circolazione nelle aree chiuse al traffico, e allora, dinanzi a tale sacrilegio, ha dato ordine di ritirare tutte le strutture e provvedere a cancellarlo, sostituendo interamente i cartelli quando il logo non spariva con lo sbianchetto”.


di Marco Verri
redazione@viverepescara.it





Questo è un articolo pubblicato il 01-02-2016 alle 14:14 sul giornale del 02 febbraio 2016 - 538 letture

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