Collettivo Studentesco: ‘Ombrina è solo un ricordo, ma la battaglia va avanti’

2' di lettura 01/02/2016 - Il 30 gennaio è stato firmato il diniego del permesso di coltivazione della Rockhopper per il progetto Ombrina Mare: a comunicarlo è stato lo stesso ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, che con una telefonata al presidente D’Alfonso ha di fatto posto la parola fine alla vicenda.

Anche se il contestatissimo progetto è ormai carta straccia, non si ferma la battaglia dei cittadini e dei movimenti ambientalisti da anni in prima linea nella difesa del territorio.

"Adesso bisogna continuare a lottare per far sì che l'Italia si diriga verso un modello di sviluppo sostenibile - spiega Saverio Gileno del Collettivo Studentesco Pescara -, continueremo a mobilitarci in tutta la regione attraverso il ‘Coordinamento Regionale UdS Abruzzo’, che mette in contatto i territori di Pescara, Chieti, Lanciano, Vasto, L'Aquila e Sulmona contro i nuovi permessi concessi in Adriatico, l'elettrodotto Villanova-Gissi, la centrale SNAM e l'inceneritore. Questo, perché la regione più verde d'Europa, coperta per oltre un terzo della sua superficie da parchi e riserve, non può essere devastata e sfruttata, e bisogna incentivare lo sviluppo sostenibile e il turismo”.

“Per la questione delle concessioni di prospezione e coltivazione rilasciate nel mese di dicembre in Adriatico – prosegue il giovane esponente del Collettivo Studentesco - i movimenti si sono riuniti a Termoli il 17 gennaio e hanno dato vita alla campagna nazionale Stop devastazioni e saccheggio dei territori, alla quale aderiscono tantissime realtà in tutta Italia. Infine, durante l'assemblea molisana si è arrivati ad una conclusione: è necessario unire i movimenti ambientali di tutta la nazione e, per la questione delle trivelle, arrivare ad un provvedimento che tuteli l'Adriatico in via definitiva”.










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