Crisi, per 6 pescaresi su 10 il futuro è nero: priorità a risparmio e famiglia

2' di lettura 27/01/2016 - Futuro economico incerto (39%), desiderio di poter continuare ad aiutare i figli in caso di bisogno (35%) ma anche di mantenere l’attuale tenore di vita (16%): sono questi i risultati più importanti dell’ultima ricerca dell’Osservatorio UnipolSai 2015, affidata a Nextplora, che ha analizzato sensazioni e attese dei pescaresi legate al risparmio.

E’ quindi tutta dedicata al risparmio l’ultima indagine di UnipolSai 2015: ad emergere sono soprattutto sensazioni dettate dal vissuto della crisi economica, la quale rimane impressa nella mente dei pescaresi nonostante i primi segnali di ripresa. Lo scenario nazionale invece migliora: nel secondo trimestre del 2015 si è registrato un significativo miglioramento della spesa delle famiglie (+0,4%, la più alta dal 2010), dovuta da un lato all’aumento del potere d’acquisto (+0,2%), e dall’altro al crescente ricorso al risparmio, la cui propensione è scesa di 2 decimi di punto (8,7%, dati Istat settembre 2015).

I pescaresi però sembrano essere ancora cauti: il 39% degli intervistati infatti afferma che il futuro dal punto di vista economico sarà sempre più incerto in quanto la crisi ha lasciato il segno; un altro 23% del campione è convinto che non si tornerà più ai livelli pre-crisi e anzi avremo sempre meno soldi a disposizione. C’è poi chi non è del tutto d’accordo e vede un futuro più sereno e in discesa facendo un po’ di attenzione al risparmio (34%). Infine, alcuni si dicono convinti che bisognerà pensare in prima persona alla propria pensione mettendo da parte il capitale (2%) o utilizzando forme di risparmio private (1%).

Per quanto riguarda il futuro, i pescaresi mostrano di avere le idee ben chiare: attraverso le forme di risparmio attualmente attivabili, il desiderio più inseguito risulta essere legato alla famiglia. Il 35% infatti desidera poter continuare ad aiutare i figli in caso di necessità, il 13% vorrebbe non gravare su di loro quando aumenterà il bisogno di cure mediche e assistenza sanitaria, mentre il 10% spera di riuscire a non vendere gli immobili per poterli lasciare in eredità. Non manca infine chi desidera mantenere l’attuale tenore di vita (16%), o perlomeno che questo resti accettabile anche se inferiore all’attuale (25%).






Questo è un articolo pubblicato il 27-01-2016 alle 12:25 sul giornale del 28 gennaio 2016 - 546 letture

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