Vivere in Salute - Allergie invernali: la parola all’esperto

4' di lettura 22/01/2016 - Gli allergici non hanno tregua nemmeno durante l'inverno. Molti sono i sintomi allergici, o presunti tali, che possono manifestarsi nei periodi freddi.

I non addetti ai lavori sono propensi a credere che in inverno i sintomi allergici scompaiono. Al contrario, alcuni pazienti possono manifestare sintomi anche con il freddo. Vediamone alcuni esempi.

Pollini invernali
I primi mesi dell'anno fioriscono e, quindi, impollinano le Cupressacee. La prevalenza della pollinosi da Cupressaceae sembra essere in continuo aumento in concomitanza con l'incremento dell'uso dei cipressi come piante ornamentali, frangivento e di copertura. I sintomi della pollinosi da Cupressaceae sono, spesso, simili a quelli di altre malattie stagionali come il raffreddore o l'influenza comune. La reale incidenza dell'allergia al polline di cipresso, pertanto, potrebbe essere sottostimata. Malgrado i sintomi possono comparire a tutte le età, l'esordio della pollinosi da Cupressaceae sembra più tipica dell'età adulta. La ricomparsa costante ad ogni inverno di rinocongiuntivite rende più probabile la diagnosi di pollinosi da Cupressaceae che va confermata dall'Allergologo per mezzo dei test allergometrici. La corretta diagnosi consentirà di instaurare una terapia farmacologica generalmente con spray nasali a base cortisonica, antistaminici per via orale e, se indicato, con l'immunoterapia specifica. E' importante che la maggior parte delle terapie siano intraprese, secondo le indicazioni dello specialista Allergologo, prima della comparsa dei sintomi per evitare le complicanze del mancato trattamento.

Rinite vasomotoria
Quando le temperature scendono, nelle nostre tasche ricompaiono i fazzoletti per fronteggiare gli "sgocciolamenti" del naso. Questi possono non essere dovuti ad un'allergia ma da una rinite vasomoria. Si tratta di una rinite non allergica che provoca sgocciolamento del naso, scolo retro-nasale (post-nasal drip) e congestione nasale. E' causata da diversi fattori scatenanti come i cambiamenti di temperatura, il vento, cambiamenti di umidità ambientale, odori, profumi e fumi particolarmente intensi. La diagnosi della rinite vasomotoria può non essere semplice. Molti sintomi, infatti, sono comuni a quelli della rinite allergica. Non ci sono test specifici per tale malattia e, generalmente, la diagnosi si pone dopo aver attentamente escluso le altre possibili cause di rinite allergica e non allergica con l'aiuto di un Allergologo ed un Otorinolaringoiatra.

Allergia alle muffe
Le muffe sono dei funghi che producono "spore" come le piante producono semi. Le spore rimangono in sospensione nell'aria e possono essere inalate provocando sintomi di allergia nelle persone sensibili. Esistono muffe degli ambienti esterni che crescono sui tronchi in decomposizione, tra le foglie cadute, i fili d'erba ed i cereali. A differenza della maggior parte di elementi che emettono pollini, le muffe non smettono di crescere durante i periodi freddi autunnali ed invernali ma smettono solo di proliferare. Le muffe degli ambienti interni crescono negli ambienti particolarmente umidi come le cucine, i bagni e le cantine. Per difendersi dalle muffe bisogna svuotare frequentemente i bidoni della spazzatura, evitare di accatastare legna in ambienti frequentati per lunghi periodi di tempo, tenere la casa asciutta, garantire un frequente ricambio d'aria soprattutto negli ambienti domestici particolarmente umidi, riparare il prima possibile le perdite di acqua dalle tubature e dai canali di scolo.

Orticaria da freddo
L'orticaria da freddo è una forma di orticaria fisica caratterizzata dalla comparsa di orticaria ed angioedema in seguito all'esposizione al freddo. I fattori scatenanti di tale orticaria possono essere molteplici e sono rappresentati dai climi freddi, le bevande fredde e attività fisiche in acque gelide. Il sospetto di tali forme di orticaria può essere confermato dagli specialisti in Allergologia ricreando delle condizioni di raffreddamento con l'uso di un cubetto di ghiaccio posto sull'avambraccio.


Nota della redazione: I contenuti di questo articolo hanno uno scopo puramente informativo e non intendono, in alcun modo, sostituirsi al consulto, alla diagnosi ed al trattamento del proprio Medico di Medicina Generale e/o del proprio Specialista di fiducia. Da parte dell'autore vengono messi in atto tutti gli sforzi per rendere i contenuti chiari, aggiornati e facilmente comprensibili dal pubblico più vasto possibile. La Medicina, però, è una scienza in costante evoluzione e, quindi, dopo qualche tempo dalla pubblicazione, i concetti espressi potrebbero essere superati o, addirittura, non più validi. E' chiaro, pertanto, che solo il Medico di Medicina Generale, il Pediatra di Libera Scelta e lo Specialista Allergologo di fiducia possono illustrare la particolarità, i piani terapeutici e la prognosi del paziente. L'autore non potrà essere ritenuto responsabile di qualsiasi azione intrapresa o non intrapresa in funzione o come risultato dell'interpretazione o della comprensione delle informazioni contenute in questo articolo.




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Questo è un articolo pubblicato il 22-01-2016 alle 12:58 sul giornale del 23 gennaio 2016 - 781 letture

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