Giù il sipario sul caso Straccia: secondo i magistrati pescaresi fu incidente o suicidio

2' di lettura 19/01/2016 - Non sono bastati gli sforzi di amici, familiari e avvocati per riaprire il caso Straccia: il Gip del tribunale di Pescara ha disposto l’archiviazione rigettando l’istanza di approfondimento delle indagini.

Nessuno si era mai rassegnato all’ipotesi dell’incidente o del suicidio del 24enne di Moresco, scomparso da Pescara la sera del 14 dicembre 2011 e ritrovato morto tre settimane dopo al largo della spiaggia di Bari. Tuttavia, per i giudici ormai non ci sono dubbi: dopo essere uscito di casa per andare a correre, il ragazzo fu vittima di circostanze non chiarite che lo portarono alla morte, ma non sono mai emersi elementi di rilievo penale. In altre parole, secondo i magistrati non si trattò di omicidio ma di morte per cause accidentali o volontarie.

Il caso era tornato alla ribalta dopo le clamorose rivelazioni del papà di Roberto, intervenuto lo scorso ottobre a una puntata di Chi l’ha Visto?. Alla nota trasmissione di Rai3, condotta in studio da Federica Sciarelli, il signor Mario rivelò che l'ipotesi formulata dalla Procura di Pescara di omicidio volontario era nata da una intercettazione ambientale in carcere, seguita dalla testimonianza della parente di un pentito calabrese. In particolare, la testimonianza resa dalla donna avrebbe alzato il velo su una vicenda dai contorni oscuri. Secondo la compagna del pentito, Roberto sarebbe stato ucciso per errore da un commando di killer calabresi, che lo avrebbero scambiato per qualcun altro (nella foto).

Da qui, la decisione da parte della Procura di tornare sulla vicenda del giovane, che all’epoca dei fatti era iscritto alla facoltà di lingue dell’Università di Pescara. Ora però per i familiari e gli amici di Roberto arriva la doccia gelata: il caso, almeno secondo i magistrati abruzzesi, è definitivamente chiuso.






Questo è un articolo pubblicato il 19-01-2016 alle 10:27 sul giornale del 20 gennaio 2016 - 518 letture

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