I precari di Attiva scrivono al Vescovo, ma lui li ignora: non è una novità. Un lettore racconta...

2' di lettura 05/01/2016 - La storia è ben nota, e vede protagonisti decine di interinali di Attiva, mortificati da anni di precarietà lavorativa ed economica. Dopo aver prestato servizio per la società che si occupa di igiene urbana, gli ex dipendenti della spa controllata dal Comune di Pescara si sono visti perfino sorpassati dai vincitori del concorso indetto lo scorso dicembre, sommando al danno una beffa difficile da mandare giù.

Dopo aver vivacemente protestato per giorni davanti a Palazzo di Città e nelle aule consiliari, sotto Natale i lavoratori - in gran parte padri di famiglia con bimbi a carico - hanno deciso di rivolgersi direttamente all’Arcivescovo di Pescara, Mons. Tommaso Valentinetti (nella foto), inviandogli un accorato appello in cui si sottolineava l'inaccettabile condizione di precarietà economica e psicologica di decine di persone.

La richiesta, che evidentemente fa seguito ai ripetuti appelli di Papa Francesco al diritto al lavoro e alla dignità umana, a oltre 10 giorni dall'invio non ha trovato alcun tipo di riscontro. Da qui, la comprensibile amarezza di chi è costretto a sorbirsi quotidianamente sterili sermoni propinati sia in chiesa che in tv, senza che alle parole seguano gesti significativi.

"Ci aspettavamo almeno una risposta da parte del Vescovo - spiega M., 50enne della provincia di Pescara -, ma evidentemente in questi giorni è stato troppo impegnato con le celebrazioni natalizie..."

"Non sono particolarmente stupito - racconta P., un affezionato lettore della nostra testata -, anni fa in un momento difficile della mia vita un sacerdote mi consigliò di rivolgermi proprio al Vescovo, così gli scrissi una lettera. Nella missiva - racconta il giovane - gli parlai della mia situazione lavorativa e della enorme difficoltà di portare avanti il progetto di costruire una famiglia con mia moglie".

"Non mi aspettavo certo che mi trovasse lui un lavoro - sottolinea P. -, ma visto che nella lettera parlavo di valori cristiani, di bambini e famiglia, attendevo quantomeno una risposta, una parola di conforto".

Cosa che, a quanto pare, anche in quel caso non è mai avvenuta. "Consegnai la lettera a mano, all'ufficio del Vescovo, dopo aver avvertito con una telefonata. A 5 anni di distanza posso dire che finalmente ho una casa e una bella famiglia con tre bambini, ma per questo certo non devo ringraziare nessuno".

Vista l’imminente conclusione delle festività, l’augurio di tutti, a partire dai lavoratori di Attiva, è che finalmente il Vescovo – libero dagli impegni istituzionali - trovi tempo e modo di mostrare attenzione verso un problema che non riteniamo possa permettersi di ignorare.






Questo è un articolo pubblicato il 05-01-2016 alle 11:16 sul giornale del 07 gennaio 2016 - 523 letture

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