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Caro Autostrade, Acerbo alza il tiro: ‘D’Alfonso difende Toto e penalizza gli abruzzesi, basta prese in giro!’

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Continua a far discutere il cosiddetto ‘salasso di Capodanno’, ovvero l’aumento delle tariffe autostradali deciso dal Ministero dei Trasporti e scattato dal 1 gennaio.

L’adeguamento delle tariffe colpisce particolarmente gli automobilisti abruzzesi con un rincaro pari al 3,45%, tra i più alti dell’intera Penisola. Nello specifico, gli aumenti riguardano la società Strada dei Parchi, che gestisce le autostrade A24 e A25. E mentre l’azienda controllata dal gruppo Toto respinge le critiche, parlando di incassi minimi a fronte di un servizio molto esteso, ad alzare il tiro nelle ultime ore ci ha pensato Maurizio Acerbo, ex parlamentare di Rifondazione Comunista e attualmente membro della segreteria nazionale PRC-SE.

“Avevo lamentato la latitanza del presidente D'Alfonso e della sua maggioranza sulla questione dell'ennesimo aumento dei pedaggi – attacca Acerbo -, ma ora che il Governatore e D'Alessandro hanno parlato sono ancor più preoccupato: la sensazione è che stiano difendendo Strada dei Parchi-Toto piuttosto che gli abruzzesi e che si intenda cogliere l'occasione della polemica sui pedaggi per mettere in campo una serie di azioni a favore dell'impresa amica”.

“D'Alfonso ci prende anche in giro – sottolinea l’ex deputato - dichiarando che il ‘peccato originale’ risiede nella privatizzazione del 2001: quella operazione fu decisa da quel Centrosinistra di cui lui stesso era un importante esponente e in tal senso non si ricorda nessuna azione da parte dell'allora presidente della Provincia, mentre è nota la corrispondenza di amorosi sensi di antica data tra D'Alfonso e il gruppo che si aggiudicò la concessione. Rifondazione Comunista – conclude - può rivendicare di essere stato l'unico partito a opporsi a quella vergognosa operazione”.



Questo è un articolo pubblicato il 04-01-2016 alle 10:32 sul giornale del 05 gennaio 2016 - 938 letture