Al Centro Train De Vie un libro e tante proposte sulla ludopatia. La psicologa: ‘A rischio poveri e disoccupati’

3' di lettura 21/10/2015 - Nella serata di ieri, martedì 20 ottobre, il Centro Train De Vie di Pescara ha ospitato la presentazione di ‘Giocati dall’azzardo’ (ediz. Sensibili alle Foglie), una accurata ricerca su ludopatia, mafie e nuove povertà realizzata dalla psicoterapeuta milanese Maria Cristina Perilli.

“Il volume rappresenta una importante ricostruzione socio-antropologica del gioco d’azzardo – ha spiegato Daniela Santroni, consigliere comunale di Pescara e moderatrice dell’incontro -, senza contare gli importanti risvolti storici, economici, politici e strettamente clinici di questo triste fenomeno. Ne viene fuori una analisi esaustiva e per certi aspetti inedita”.

La Santroni ha ricordato come nel 2015 il Consiglio comunale di Pescara ha approvato un ordine del giorno contenente una serie di misure volte al contrasto della ludopatia: dalle agevolazioni per gli esercenti che rinunciano alle macchinette alla riduzione degli orari in cui è consentito giocare, la mozione prende spunto da quanto è stato già realizzato dal Comune di Milano. “E’ necessario organizzare un tavolo di lavoro che coinvolga tutti gli operatori del settore – prosegue la Santroni -, e soprattutto va fatto un investimento di risorse in attività di sensibilizzazione, a partire dai più giovani”.

“Si tratta di un problema altamente invasivo – ha spiegato l’autrice, psicoterapeuta del Sert di Milano – che tocca la sfera psicologica, familiare e relazionale. I dati parlano chiaro: a partire dagli anni ’90 il fenomeno è letteralmente esploso, risultando in continua crescita. Ad alimentarlo è innanzitutto lo Stato, che si pone al vertice di una filiera che conta ben 22mila concessionari”.

Nonostante questi numeri, la Perilli si dice contraria al proibizionismo, in quanto “favorirebbe il proliferare dell’illegalità, lasciando il campo libero alle mafie”.

Sorprende fino a un certo punto come i soggetti maggiormente esposti a questo tipo di dipendenze siano disoccupati, cassintegrati, persone con basso livello di scolarizzazione. E a rendere sempre più attrattive per queste categorie slot machine e similari sono i colori, la musica, perfino le sedie ergonomiche e altri accorgimenti studiati nei minimi dettagli da esercenti e produttori.

“La politica dovrebbe fare di più per contrastare il fenomeno – tuona Fausto D’Egidio, direttore del SerD di Pescara -, se è vero che il gioco è connaturato nell’essere umano, è l’aspetto ‘patologico’ che va messo al centro di ogni intervento”.

Ma in Abruzzo qualcosa inizia a muoversi. Lo conferma il consigliere regionale indipendente Leandro Bracco, che lo scorso febbraio ha presentato una proposta di legge per arginare il gioco d’azzardo patologico. “La proposta sarà discussa nei prossimi mesi – conferma il consigliere – e mi auguro possa presto diventare legge regionale. Sono previste una serie di misure molto efficaci contro una vera piaga della società contemporanea. Dovere delle istituzioni – conclude - è affrontare la questione, arginare il fenomeno e tentare di trovare una rapida soluzione”.

La presentazione, organizzata da Movimentazioni, Book Caffé Primo Moroni, On The Road Onlus e Asl/SerD, si è tenuta presso la sede di Train De Vie, centro polifunzionale da anni attivo nella lotta alle povertà estreme.










logoEV