Piazza Muzii, lo sfogo di una residente: ‘Vi racconto le mie notti da incubo’

3' di lettura 08/10/2015 - Qualche volta i sogni che si realizzano sono ben diversi da come li avevamo immaginati, finendo per trasformarsi in veri e propri incubi. Ne sa qualcosa la signora Anna (è un nome di fantasia), da circa 30 anni residente in un appartamento affacciato su piazza Muzii, a due passi dal mercato coperto (foto).

Per tanti anni la protagonista di questa storia ha sognato di liberarsi di auto e smog, ma quando il suo desiderio finalmente si è avverato ha scoperto di ritrovarsi nel bel mezzo di un incubo ben peggiore.

“Quando ho saputo che avrebbero pedonalizzato il quartiere – racconta Anna – quasi non riuscivo a crederci, non mi sembrava vero dopo tanti anni di potermi affacciare dal mio balcone al primo piano e non trovare più auto e caos, ma godermi la vista di persone a passeggio, bambini che giocano e famiglie che si godono la nostra bella città all’aria aperta”.

Ma come accade in tutti i sogni più belli il risveglio è spesso amarissimo: “Non avrei mai immaginato che il mio quartiere sarebbe diventato meta di vandali e maleducati – prosegue la donna -, togliendo letteralmente il sonno a centinaia di persone. Io non ho assolutamente nulla contro i locali o i ragazzi che passano le serate all’aperto, anzi. Quello che non posso accettare è la maleducazione, la prepotenza, il fatto di seguire sempre e solo i propri istinti, infischiandosene degli altri. Ecco, è questo che non accetto, solo questo”.

Gli occhi di Anna si riempiono di lacrime quando racconta delle lunghe notti insonni, passate a rigirarsi nel letto, mentre giù in strada, a pochi metri dal suo balconcino, decine di persone ‘festeggiano’ fino all’alba. Anna racconta di risse tra ubriachi, bottiglie in frantumi, cori da stadio, persone attaccate ai campanelli alle 3 del mattino. E poi la sporcizia, gli odori, la violenza di chi non si fa alcun problema ad orinare davanti ai portoni.

“Perché fanno tutto questo?”, si chiede sconsolata. Forse Anna è abituata ad un altro mondo, dove per divertirsi e stare insieme basta poco. La sua non è una critica a tutto campo contro la nuova fisionomia del quartiere. Anna non ce l’ha affatto con i giovani, né con gli esercenti. “Io sono contenta dei lavori di riqualificazione – ribadisce – e davvero mi piacerebbe finire i miei giorni nella mia casa, serenamente”.

Le chiediamo se, a suo parere, sia servita a qualcosa la nuova ordinanza anti-bivacco decisa dall’amministrazione comunale a seguito delle proteste dei residenti. “Macché - sospira sconsolata -, è la solita trovata dei politici. La municipale resta fino a mezzanotte, e dopo la polizia arriva solo per i casi più gravi. Ma chi ci tutela dalle urla, dai cori da stadio, dalla sporcizia e dalla pipì sui portoni?”

Il sogno spezzato di Anna si conclude nel peggiore dei modi possibili, ovvero con il rimpianto verso qualcosa che ha detestato per anni. “Arrivo a rimpiangere quando c'erano le auto – confessa -, col rumore del traffico e lo smog. In fondo ci eravamo abituati, e i disagi allora erano niente rispetto ad oggi. Ora siamo al centro di un caos continuo, e nessuno sembra in grado di aiutarci. Davvero deve finire così?"










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