Senzatetto sgomberati, D’Emilio chiama l’assessore e lancia appello ai pescaresi: ‘Impegnatevi per qualcosa di utile'

2' di lettura 04/10/2015 - Nella stucchevole ‘Via Crucis’ che porta decine di disperati a spostarsi da un punto all’altro della città, nei giorni scorsi è andato in scena l’ultimo capitolo di una vicenda a cui nessuno, almeno fino ad ora, è stato in grado di dare risposte definitive. (foto d'archivio)

L’ultimo sgombero ordinato dalla Questura ha lasciato i suoi segni, con 11 disperati, tra cui diverse donne e un uomo senza una gamba, allontanati dai marciapiedi della stazione e costretti a rifugiarsi in sistemazioni di fortuna negli angoli più ‘invisibili’ della città. In attesa del prossimo sgombero, da questi angoli nascosti i senzatetto continueranno ad osservare la città che scorre indifferente davanti ai loro occhi.

Sulla vicenda è intervenuto Andrea D’Emilio, attivista già noto ai pescaresi per una serie di iniziative in favore della Biblioteca provinciale e, soprattutto, per la riqualificazione di Rancitelli.

“Alle ore 21 di venerdì sera – racconta D’Emilio – ho telefonato all’assessore Diodati per informarlo che c’erano 11 cittadini romeni costretti a dormire all’aperto dopo lo sgombero ordinato dalla Questura. La loro unica colpa – attacca il fondatore di Rivoluzioniamo Rancitelli – è di attentare al decoro della nostra città, visto che si permettono di dormire sui marciapiedi della stazione ferroviaria. Il risultato è che ora queste stesse persone dormono nascoste in un angolo dell’area di risulta”.

La buona notizia è che l’assessore si è attivato per trovare al più presto una soluzione, e già nei prossimi giorni 8 di loro saranno sistemati in un albergo convenzionato. Altri 3 invece finiranno al dormitorio della Caritas.

D’Emilio rivolge quindi un accorato appello ai pescaresi, invitando tutti i cittadini ad una maggiore attenzione verso situazioni inaccettabili per una società civile: “Piuttosto che usare i soldi per ubriacarsi di notte in corso Manthoné, o fare shopping e mangiare la pizzetta mentre qualcuno muore di fame, credo che tutti dovrebbero impegnarsi attivamente per queste persone. Facciamo uno sforzo e mostriamo maggiore sensibilità!”






Questo è un articolo pubblicato il 04-10-2015 alle 15:07 sul giornale del 05 ottobre 2015 - 607 letture

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