Ronde notturne e gruppi anti-immigrati: cosa succede a Pescara?

2' di lettura 28/09/2015 - Mentre sulle tv di tutto il mondo continuano a scorrere le immagini di centinaia di migliaia di disperati in fuga dalla guerra e dalla fame, molte città italiane si trovano a fare i conti con un fenomeno finora percepito come lontano, estraneo, ‘un affare che non ci riguarda’.

Anche i pescaresi, probabilmente, fino a qualche tempo fa erano abituati a considerare gli sbarchi come qualcosa di alieno, ‘un problema di altri’ a cui dedicare qualche secondo di riflessione e nulla più. Ma la storia bussa alle porte, e come spesso accade il ‘risveglio’ non è sempre dei più facili. Nonostante i numeri siano ben lontani da quelli di altre città italiane ed europee, anche il capoluogo adriatico si ritrova alle prese con un piccolo flusso di immigrati, che finora ha portato nelle strutture di accoglienza non più di qualche centinaio di persone.

E mentre il Comune prepara un piano per impiegare i rifugiati in progetti di volontariato, in alcuni quartieri cresce il malcontento dei residenti, spesso amplificato dalla propaganda politica.

L’ultima novità arriva da San Donato, dove un gruppetto di circa venti persone ha dato vita ad un ‘Comitato anti-degrado’, che a quanto pare attribuisce gli endemici problemi sociali del quartiere proprio al recente arrivo di circa 40 immigrati, ospitati nell’albergo Cascina.

Dimenticando che non si tratta affatto di ‘clandestini’, ma di persone in attesa di vedere definita la propria posizione dalle autorità, i portavoce del piccolo gruppo paventano una possibile ‘invasione’, che oltre a San Donato coinvolgerebbe anche il vicino quartiere di Fontanelle. In entrambi i casi, si tratta di zone della città che da anni sono caratterizzate da piaghe sociali come la droga, la disoccupazione e il malaffare, e desta non poca sorpresa il fatto che le dichiarazioni dei responsabili del nuovo Comitato abbiano trovato tanta eco sui media locali, come se esprimessero il pensiero dell’intera comunità.

Stesso ritornello a San Silvestro, dove una decina di cittadini ha organizzato ‘ronde notturne’ per contrastare l’ondata di furti nelle case registrata negli ultimi mesi. In questo caso nessuno parla apertamente di profughi o clandestini, ma c’è da scommetterci che i soliti noti non mancheranno di catapultarsi sulla notizia, con l’unico effetto di spacciare per ‘razzisti’ residenti che razzisti non sono, e di bollare come ‘clandestini’ persone che, come loro diritto, cercano solo migliori condizioni di vita.






Questo è un articolo pubblicato il 28-09-2015 alle 15:50 sul giornale del 29 settembre 2015 - 547 letture

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