Alcol fino allo stordimento per i giovanissimi: boom del binge drinking in città. L’esperta: ‘Ragazzi vulnerabili’

2' di lettura 28/08/2015 - Birra, vino e superalcolici: c’è tutto questo nel ‘menù’ del binge drinking, la cosiddetta ‘abbuffata alcolica’ che porta i ragazzini a stordirsi di alcol dal tramonto all’alba. (foto d'archivio)

Il fenomeno, nato nei Paesi del nord Europa e approdato di recente anche nei locali della costa abruzzese, coinvolge un numero crescente di giovani dai 14 ai 18 anni, che alle classiche serate in compagnia sulla riviera preferiscono delle vere e proprie ‘gare’, in cui ciascun membro del gruppo deve mandare giù nel minore tempo possibile litri di birra e superalcolici.

E mentre in Paesi come la Svezia e il Regno Unito si parla già di allarme sociale, con diverse serate da sballo finite in ospedale o addirittura dietro le sbarre, a Pescara il fenomeno finora è stato apparentemente sottovalutato da famiglie e autorità, spesso cieche di fronte alle nuove forme di disagio giovanile. Tutto questo, nonostante leggi molto restrittive, che vietano severamente la vendita di bevande alcoliche ai minorenni.

"Le serate iniziano con gli happy hours – racconta una ragazza di appena 16 anni -, si parte con qualche cocktail nei bar e poi si va avanti fino all’alba, nei locali della riviera. La carta d'identità? Quest'estate me l'hanno chiesta solo un paio di volte, e poi nel caso vanno i ragazzi più grandi a ordinare".

Negli ultimi giorni proprio sul lungomare sono scattati una serie di controlli da parte dei Nas, che in diversi locali hanno sorpreso gli addetti mentre vendevano tranquillamente birra e superalcolici a minorenni, infischiandosene delle normative nazionali. Le sanzioni comminate, pari a circa 7mila euro, secondo le intenzioni dei Carabinieri sono solo il primo 'assaggio' di un conto salatissimo, che gli esercenti ‘distratti’ saranno chiamati a pagare nelle prossime settimane in mancanza di risposte adeguate.

“Il consumo di alcol tra gli adolescenti è in fortissima crescita”, spiega la dott.ssa Angela Ricci, counselor professionale con una lunga esperienza nella gestione di gruppi di aiuto per giovani e famiglie. “Molti ragazzi – precisa l’esperta, che ha lavorato per anni come operatore terapeutico ed educativo nel settore delle dipendenze - hanno difficoltà relazionali ed emotive, accompagnate da sentimenti di inadeguatezza e inferiorità. In questo quadro, dominato da senso di smarrimento e vulnerabilità, risulta molto più frequente il ricorso a sostanze stupefacenti e alcol”.






Questo è un articolo pubblicato il 28-08-2015 alle 11:26 sul giornale del 29 agosto 2015 - 681 letture

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