Caos alberghiero, Di Marco all’attacco: ‘Con ministro agito correttamente, ho le prove’. Ma gli studenti non ci stanno: ‘Basta chiacchiere’

4' di lettura 20/08/2015 - Dopo l’attacco di ieri al ministro dell’Istruzione, prosegue l’offensiva a tutto campo del presidente della Provincia in merito alla situazione dell’Istituto alberghiero.

“In risposta alle notizie uscite oggi sui quotidiani locali – tuona Antonio Di Marco sul portale della Provincia -, che fanno riferimento ad una nota del Ministero dell’Istruzione nella quale si attesta che l’istituto De Cecco non rientra nella programmazione degli interventi, l’Ente non può che confermare questa notizia. La programmazione per gli interventi per le scuole fu fatta, infatti, nell’estate del 2013 (il Decreto è del 9 agosto 2013) quando l’istituto alberghiero non aveva problemi di aule né di finanziamenti. Per cui la Provincia presentò progetti relativi ad altri istituti, nessuno dei quali peraltro è stato finanziato. Successivamente – prosegue il presidente - quando, nel 2014, ci fu l’opportunità di riproporre progetti esclusi dal Decreto, la Provincia presentò gli stessi progetti, che anche in quel caso però non sono stati accolti”.

La ricostruzione di Di Marco è precisa e dettagliata: “La graduatoria – sottolinea - è stata resa pubblica recentemente (il Decreto del ministro Giannini è del 6 agosto) ma la scadenza per gli Enti locali è stata quella del 30 novembre 2014. Anche in quel caso, siamo lontani dall’imprevedibile crollo dell’intonaco in un’aula dell’istituto, avvenuto il 18 febbraio 2015”.

“Vero è – ammette il presidente - che c’è stato un fermo cantiere nei lavori di trasformazione dei locali della palestra da adibire a laboratori di cucina. Un fermo causato non da problemi economici (il finanziamento c’è e rimane) ma da grosse complicazioni rilevate all’inizio dei lavori, che hanno determinato un ricalcolo delle misurazioni della struttura, nonché una variante suppletiva e una rielaborazione dell’offerta. Il tutto aggravato dal fatto che il direttore dei lavori, dipendente della Provincia, è andato in pensione il 31 luglio e si è dovuto nominare un nuovo responsabile, che prenderà servizio la prossima settimana”.

L’ultimo passaggio della nota diffusa dalla Provincia riguarda la famosa visita del ministro Giannini dello scorso 27 marzo. In quella occasione, come si vede nella foto, fu lo stesso Di Marco a consegnare un dossier sulle scuole della Provincia, in cui si elencavano le necessità di ogni istituto e in primis quelle dell’alberghiero. “Purtroppo ho ereditato una situazione complessa ed un percorso già delineato – conclude il presidente - cui si sovrappongono i problemi derivanti dalla chiusura delle aule del plesso in cui si verificò il distaccamento dell’intonaco. Stiamo procedendo per gradi, ma smentisco categoricamente la notizia che il ministro non abbia ricevuto la documentazione necessaria per poter finanziare interventi. Fui io stesso a consegnare a Stefania Giannini il plico contenente le richieste per gli interventi urgenti, basta guardare la foto”.

Con l’approssimarsi della riapertura delle scuole, sale intanto la tensione anche tra gli studenti dell’istituto. “Oltre i vari cedimenti strutturali – spiega Angelo Falzano, allievo della De Cecco - riscontrati all'interno ed all'esterno delle sedi, in tutti gli edifici sono presenti piccole e grandi crepe, intonaco mancante e condizioni igienico-sanitarie vicine al fatiscente, per non parlare della grandissima quantità di muffa. Nella sede di via Italica nel 2012 si verificò un'invasione di blatte che secondo alcuni studenti non è stata ancora risolta, inoltre questa sezione scolastica è priva di aula magna, smantellata per la creazione di nuove aule. In via Tirino i laboratori non bastano per tutti gli studenti, la struttura nel 2000 è stata dichiarata inagibile, nel 2004 da demolire e nel 2006 è tornata operativa come istituto alberghiero. Inoltre in questo stesso edificio ci sono bagni dove manca il water o le porte”.

“Per quanto riguarda la sede di via dei Sabini - continua il giovane rappresentante del Collettivo Studentesco - nella palazzina A sono ora aperti solo il piano terra e il primo piano, i restanti sono chiusi e spesso si allagano a causa della pioggia. Nell'altra palazzina si riscontrano anche problemi di sicurezza basilare, come il malfunzionamento delle scale antincendio”.

La richiesta, presentata a nome di tutti gli studenti dell'Istituto alberghiero è una sola: “Basta parole – conclude - vogliamo solo fatti concreti: ci rifiutiamo di frequentare istituti pericolosi, nei quali ogni giorno si rischia di finire in ospedale, e pretendiamo una soluzione immediata”.