Mare inquinato, raffica di esposti contro il Comune. Pescaresi allarmati: ‘Chi ha fatto il bagno dal 21 al 29 luglio?’

3' di lettura 06/08/2015 - Mentre l’Arta scarica il Comune (‘L’Agenzia non programma i prelievi delle acque marine per la balneabilità a sua discrezione, ma è obbligata ad effettuarli, con le relative analisi, nei giorni e nei punti stabiliti dal programma di monitoraggio della Regione Abruzzo ... nel caso della rottura della condotta fognaria di via Raiale non era a conoscenza dell'accaduto e non poteva intervenire se non su richiesta espressa dell'amministrazione comunale), una raffica di esposti si abbatte su Palazzo di Città. (foto d'archivio)

Dal Movimento 5 Stelle ai partiti di Centrodestra, con in testa l’ex assessore Armando Foschi, tutti puntano il dito contro l’amministrazione comunale, responsabile, secondo gli accusatori, di non aver vietato la balneazione nei tratti risultati inquinati. Com’è noto, nella seconda metà di luglio in almeno due occasioni (il 21 e il 29) è stato accertato un superamento della concentrazione di colibatteri, e questo secondo la legge avrebbe dovuto indurre l’amministrazione ad interdire la balneazione.

Sotto la lente d’ingrandimento è finita in particolare la giornata di martedì 28 luglio, quando una grossa quantità di liquami si è riversata in mare a causa della rottura di una condotta fognaria in via Raiale. Da qui, le analisi hanno evidenziato una impennata della concentrazione di batteri in mare proprio a ridosso degli ultimi giorni del mese.

All’esposto presentato in Procura da Foschi ha fatto seguito quello dei consiglieri regionali e comunali del M5S, guidati dal parlamentare abruzzese Gianluca Vacca.

“Questa situazione non è più tollerabile – tuona il deputato - nonostante gli allarmi siano stati costantemente lanciati anche negli anni passati, nulla sembrerebbe essere stato fatto per migliorare le criticità della nostra costa, che anzi in alcuni tratti pare addirittura peggiorata. Le responsabilità maggiori – prosegue Vacca - ovviamente sono della Regione Abruzzo, che ha la competenza principale: Luciano D'Alfonso aveva promesso fiumi belli e godibili, aveva promesso di riconciliare le acque dolci con quelle salate, e come al solito le sue si stanno rivelando parole vuote e affabulazioni elettorali. Per questo motivo avvieremo una serie di iniziative per salvare il nostro mare”.

Sottoposta agli attacchi dell’opposizione, la Giunta Alessandrini ha convocato una riunione d’urgenza per discutere la delicata questione dell’inquinamento delle acque marine. Venerdì 7 agosto è stato fissato un vertice con la Commissione Ambiente, guidata da Fabrizio Perfetto. Oltre al sindaco, parteciperanno i responsabili dell’Arta, dell’Aca e il primario del reparto di infettivologia dell'Ospedale di Pescara Giustino Parruti, il quale fornirà un parere medico sui risvolti sanitari della vicenda.

Nel frattempo cresce sempre più l’allarme tra cittadini e turisti, e sono in molti ad interrogarsi sui rischi reali a cui vanno incontro le persone che hanno fatto il bagno nel periodo incriminato. Se da un lato c’è chi parla di una impennata di infezioni alla pelle e gastroenteriti, in molti ora si dicono decisi a rinunciare alla classica nuotata estiva. “Non so fino a che punto quello che si sente in giro sia vero – racconta Enza, una mamma di 30 anni -, in ogni caso preferisco non rischiare. L’acqua sembra molto sporca, e avendo un bimbo piccolo preferisco aspettare tempi migliori...”

“Veniamo a Pescara in vacanza da 3 anni – racconta un signore di Pordenone -, l’acqua non è mai stata particolarmente pulita ma quest’anno si nota la differenza: sarà per le temperature altissime, ma soprattutto nelle ore pomeridiane è dura immergersi...”










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