Bagno sì o no? Il sindaco tace, l’opposizione incalza: ‘Vogliamo la verità’

3' di lettura 04/08/2015 - Al di là dei risultati delle analisi effettuate negli ultimi mesi dagli organi preposti, una cosa è certa: basta parlare con qualsiasi bagnante per rendersi conto che l’acqua del mare, quest’anno, è davvero sporca.

Dalla riviera sud alla zona a ridosso del porto, risalendo fino alle spiagge in corrispondenza della Nave di Cascella e della Rotonda Paolucci, i commenti sono unanimi: in queste condizioni è davvero difficile fare il bagno.

Ma le rassicurazioni non mancano, e a questo punto i dubbi aumentano. Fidarsi oppure no? Quali sono i rischi? Sono queste le domande che circolano sulle spiagge pescaresi, e nessuno finora è riuscito a dare una risposta definitiva. La questione nel frattempo si sposta a Palazzo di Città, con le opposizioni pronte a caricare a testa bassa Marco Alessandrini.

“Siamo esterrefatti dal comportamento del sindaco di Pescara e della Giunta sulla vicenda mare inquinato sì-mare inquinato no”, sbotta Guerino Testa, capogruppo di NCD in Consiglio comunale.

“Nella sua veste di massima autorità sanitaria locale – prosegue - Alessandrini dovrebbe uscire allo scoperto e dal suo imbarazzante mutismo e fare immediata chiarezza sulla qualità delle acque del mare nella nostra città, dicendo chiaramente se ci sono pericoli di infezione per i bagnanti e soprattutto per i bambini”.

“Ormai – ricorda Testa - la paura tra i cittadini e i turisti sulle eventuali conseguenze del bagno (bolle sulla pelle, otiti, problemi gastrointestinali) aumenta di giorno in giorno, e se a questo aggiungiamo che siamo nel pieno della stagione estiva, sicuramente il rischio di compromettere l'immagine della nostra città è elevato”.

Ancora più duro l’intervento di Berardino Fiorilli, leader dell’associazione Pescara Mi Piace: “La vicenda della balneabilità – attacca l’ex sindaco - è più torbida dell’acqua del nostro litorale, e oggi abbiamo due sole certezze: in primo luogo centinaia di bagnanti per almeno 3 giorni terribili, dal 27 al 31 luglio, hanno fatto il bagno in un’acqua in cui c’erano 2mila colifecali, ma né il Comune né l’Arta hanno ritenuto necessario od opportuno dirlo; in secondo luogo, per ripulire in fretta e furia il mare dalla presenza delle feci, l’Aca ha usato 350 litri del famigerato Oxystrong, quel disinfettante contro il quale scesero in campo, a fine anni ’90, associazioni ambientaliste e lo stesso PD, che presentarono anche denunce in Procura. Il PD però oggi lo usa, ma non lo dice, nel silenzio delle associazioni".

"A questo punto – conclude Fiorilli - credo che per riportare la necessaria trasparenza e tranquillità, sia necessario l’intervento di un ente terzo, ovvero di un Organismo sanitario autorizzato, che si assuma la responsabilità di ripetere le indagini e le analisi sulla balneazione, per chiarire cosa sta accadendo nel nostro mare, perché non è possibile che un giorno ci sono i batteri alle stelle e il giorno seguente, senza una mareggiata, senza alcuna variazione meteorologica, gli stessi batteri scompaiono”.






Questo è un articolo pubblicato il 04-08-2015 alle 18:05 sul giornale del 05 agosto 2015 - 991 letture

In questo articolo si parla di cronaca, ambiente, attualità, politica, estate, inquinamento, mare, pescara, mare adriatico, guerino testa, vivere pescara, berardino fiorilli, marco alessandrini, articolo

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/amQT





logoEV
logoEV