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Bagno sì o no? Il sindaco tace, l’opposizione incalza: ‘Vogliamo la verità’

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Al di là dei risultati delle analisi effettuate negli ultimi mesi dagli organi preposti, una cosa è certa: basta parlare con qualsiasi bagnante per rendersi conto che l’acqua del mare, quest’anno, è davvero sporca.

Dalla riviera sud alla zona a ridosso del porto, risalendo fino alle spiagge in corrispondenza della Nave di Cascella e della Rotonda Paolucci, i commenti sono unanimi: in queste condizioni è davvero difficile fare il bagno.

Ma le rassicurazioni non mancano, e a questo punto i dubbi aumentano. Fidarsi oppure no? Quali sono i rischi? Sono queste le domande che circolano sulle spiagge pescaresi, e nessuno finora è riuscito a dare una risposta definitiva. La questione nel frattempo si sposta a Palazzo di Città, con le opposizioni pronte a caricare a testa bassa Marco Alessandrini.

“Siamo esterrefatti dal comportamento del sindaco di Pescara e della Giunta sulla vicenda mare inquinato sì-mare inquinato no”, sbotta Guerino Testa, capogruppo di NCD in Consiglio comunale.

“Nella sua veste di massima autorità sanitaria locale – prosegue - Alessandrini dovrebbe uscire allo scoperto e dal suo imbarazzante mutismo e fare immediata chiarezza sulla qualità delle acque del mare nella nostra città, dicendo chiaramente se ci sono pericoli di infezione per i bagnanti e soprattutto per i bambini”.

“Ormai – ricorda Testa - la paura tra i cittadini e i turisti sulle eventuali conseguenze del bagno (bolle sulla pelle, otiti, problemi gastrointestinali) aumenta di giorno in giorno, e se a questo aggiungiamo che siamo nel pieno della stagione estiva, sicuramente il rischio di compromettere l'immagine della nostra città è elevato”.

Ancora più duro l’intervento di Berardino Fiorilli, leader dell’associazione Pescara Mi Piace: “La vicenda della balneabilità – attacca l’ex sindaco - è più torbida dell’acqua del nostro litorale, e oggi abbiamo due sole certezze: in primo luogo centinaia di bagnanti per almeno 3 giorni terribili, dal 27 al 31 luglio, hanno fatto il bagno in un’acqua in cui c’erano 2mila colifecali, ma né il Comune né l’Arta hanno ritenuto necessario od opportuno dirlo; in secondo luogo, per ripulire in fretta e furia il mare dalla presenza delle feci, l’Aca ha usato 350 litri del famigerato Oxystrong, quel disinfettante contro il quale scesero in campo, a fine anni ’90, associazioni ambientaliste e lo stesso PD, che presentarono anche denunce in Procura. Il PD però oggi lo usa, ma non lo dice, nel silenzio delle associazioni".

"A questo punto – conclude Fiorilli - credo che per riportare la necessaria trasparenza e tranquillità, sia necessario l’intervento di un ente terzo, ovvero di un Organismo sanitario autorizzato, che si assuma la responsabilità di ripetere le indagini e le analisi sulla balneazione, per chiarire cosa sta accadendo nel nostro mare, perché non è possibile che un giorno ci sono i batteri alle stelle e il giorno seguente, senza una mareggiata, senza alcuna variazione meteorologica, gli stessi batteri scompaiono”.



Questo è un articolo pubblicato il 04-08-2015 alle 18:05 sul giornale del 05 agosto 2015 - 1036 letture