12.076 fulmini sull’Abruzzo in 7 mesi, record in Toscana: le regole d’oro per evitare incidenti

5' di lettura 03/08/2015 - La rete nazionale di rilevamento fulmini, ideata da CESI (Centro Elettrotecnico Sperimentale Italiano) e nota come SIRF, ha permesso di elaborare una fotografia dei dati nazionali e regionali relativi alla caduta dei fulmini, un fenomeno naturale che può comportare seri danni all’ambiente e alle persone.

Il sistema, che monitora ogni singolo fulmine, 24 ore su 24 e per tutto l’anno, è composto da 16 sensori situati sul territorio nazionale e collegati tramite internet al centro operativo di Milano. Grazie all’estrema velocità di ritorno del dato e alla copertura omogenea della penisola, il monitoraggio dei fulmini è utilizzato per l’allerta di nowcasting (previsioni a poche ore) alle strutture sensibili e alla popolazione.

Nei primi 7 mesi del 2015 sono caduti sul territorio nazionale 408.831 fulmini, con un netto calo rispetto all’anno precedente. Il 2014, infatti, sarà ricordato come l’anno peggiore dal 2000, con quasi 3,2 milioni di fulmini caduti, molti dei quali ad altissima intensità, rispetto ai circa 1,7 milioni nel 2013. Dai dati rilevati da SIRF, luglio e agosto sono i mesi in cui, in questi anni, è caduto il maggior numero di fulmini sul nostro territorio.

Negli ultimi 15 anni la Regione più colpita è stata la Toscana (808.395 fulmini), seguita da Piemonte (706.665) e Lazio (658.815). Nonostante il calo generalizzato rispetto al 2014, da gennaio a luglio del 2015 in Piemonte è stato registrato un incremento pari a +134%. In Abruzzo negli ultimi 15 anni sono caduti 234.645 fulmini, e il mese maggiormente interessato da questo fenomeno è luglio, seguito da agosto e giugno. Nei primi sette mesi del 2015 sono stati registrati 12.076 casi, rispetto ai 10.691 dello stesso periodo del 2014 (+12,9%). Il picco è relativo al mese di giugno, con 6.190 fulmini.

"Il SIRF - spiega Domenico Andreis, Direttore Divisione Engineering & Environment di CESI – rappresenta uno strumento di elevata tecnologia, tutta italiana, che permette di monitorare il nostro territorio e avere a disposizione ogni ora una mappa dei punti di impatto dei fulmini. Registrare con un certo anticipo lo scatenarsi di un temporale e individuarne l’intensità consente di gestire eventuali danni ad apparati e costruzioni e soprattutto salvaguardare le persone da incidenti causati dai fulmini".


Le 20 regole d’oro per evitare incidenti in caso di temporali

In casa:
• spegnere il televisore, staccare la spina e l'antenna;
• evitare di venire a contatto con rubinetti o tubi dell'acqua e di fare la doccia o il bagno;
• non utilizzare apparecchi elettrici (ad esempio phon, ferro da stiro), non eseguire riparazioni elettriche a contatto e/o direttamente sull'impianto, e utilizzare il telefono solo in caso di urgenza.

In automobile:
• chiudere finestrini e porte o portelli e non toccare parti metalliche o l’autoradio.
Ricordiamo che l’automobile, in caso di temporale, può essere considerata un buon rifugio. È, infatti, una gabbia metallica che conduce a terra la corrente tramite le gomme bagnate. Inoltre la poca distanza dalla macchina a terra è sufficiente a innescare un arco elettrico ricreando una messa a terra sicura.

In montagna:
• prima di fare una gita informarsi sempre sulle condizioni meteorologiche;
• se si è sorpresi da un temporale già sul percorso, cercare di scendere di quota o di trovare un rifugio chiuso (non sotto alberi o punte) ed evitare assolutamente le parti "ferrate" del percorso;
• se si rimane all’aperto restare in un luogo lontano da punte o alberi e assumere una posizione accucciata.
Da tenere presente che la montagna, essendo a elevate altitudini, è un luogo molto esposto ai fulmini.

Al mare:
• non rimanere in acqua durante un temporale;
• se possibile non rimanere in spiaggia ma ripararsi in un luogo chiuso, oppure rimanere seduti o accucciati.
Nel caso che il fulmine colpisca la superficie dell’acqua, che è un buon conduttore, la corrente si disperde investendo eventuali bagnanti. La spiaggia, inoltre, è un luogo aperto e piano in cui anche un uomo in piedi può fungere da “punta”.

Al parco:
• allontanarsi dagli alberi il più possibile e trovare riparo in un luogo chiuso;
• se non si può trovare riparo, restare accucciati in un’area lontana da punte;
• se si è in bicicletta scendere di sella e allontanarsi dalla bici (se metallica).

In campeggio:
• restare in un luogo chiuso come la roulotte;
• uscire dalla tenda e trovare un rifugio chiuso ma, se si deve restare in tenda, accucciarsi e restare distanti dai pali metallici;
• evitare giochi con aquiloni o simili e di pescare con canna da pesca.

In barca:
• se si è in vicinanza di un porto andare all’ormeggio o navigare sottocosta;
• se siete in barca a vela l’albero è esposto ai fulmini quindi sistematevi lontano dallo stesso e lontano da elementi metallici;
• se è tecnicamente possibile si può buttare l’ancora facendola passare attorno all’albero e l’eventuale corrente si scaricherà in mare;
• se il temporale non si allontana, riprendere la navigazione e cercare di portarsi velocemente in un’altra zona;
• in una barca a vela sarebbe necessario che tutte le strutture metalliche fossero ben connesse fra loro e con il bulbo, mediante cavi elettrici, in modo che il fulmine abbia sempre un percorso verso l’acqua.






Questo è un articolo pubblicato il 03-08-2015 alle 20:17 sul giornale del 04 agosto 2015 - 942 letture

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