Droga, situazione allarmante a Pescara: 3mila persone in cura. Torna il flagello dell’eroina

2' di lettura 29/07/2015 - Circa mille persone in cura presso il Servizio Dipendenze della Asl di Pescara, con almeno altri 2mila utenti in attesa: sono dati drammatici, che delineano un quadro allarmante sulle tossicodipendenze nel capoluogo adriatico.

A descrivere la situazione sono gli operatori del settore, chiamati a Palazzo di Città dal sindaco per fare il punto sul tema delle dipendenze e per raccogliere proposte utili alla strutturazione di un programma coordinato.

All’incontro, fortemente voluto dal Ser.D. di Pescara, hanno partecipato anche il presidente della Commissione comunale per il Sociale Tonino Natarelli e la consigliera Daniela Santroni.

Secondo quanto riferito dagli stessi operatori, a rendere particolarmente critica la situazione c’è la nuova impennata del consumo di eroina, tornata in auge in città soprattutto tra i ragazzi. A questo si aggiunge un consumo crescente di cocaina e alcol, che fanno il paio con l’aumento delle dipendenze da gioco.

“Ho ascoltato con estrema attenzione il rapporto statistico su utenza e criticità affrontate ogni giorno dal Ser.D. – sottolinea Marco Alessandrini –, è venuto fuori un quadro composito che da un lato racconta l’encomiabile lavoro svolto dagli operatori e dall’altro fa emergere una situazione allarmante soprattutto tra i giovani”.

Stando a quanto riferito dal sindaco, tra le proposte avanzate particolare attenzione è stata posta proprio sulle ludopatie, e nei prossimi giorni sarà firmata un’ordinanza con disposizioni più rigide per limitare il tempo di accesso al gioco. Un’altra iniziativa riguarda l’allestimento di un centro di aggregazione giovanile, che sarà realizzato grazie a fondi europei. “Infine – promette il Primo Cittadino - a breve metteremo in cantiere un tavolo di rete con tutta la filiera di soggetti e associazioni che si occupano di disagio e dipendenza, per costituire un osservatorio civico e avviare iniziative sul fronte della prevenzione”.

In tal senso i pareri convergono sulla necessità di coinvolgere le scuole, in quanto proprio i giovanissimi risultano maggiormente esposti a vecchie e nuove forme di dipendenza.










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